Perinetti e il suo "contratto d'affetto": "Tornato perchè amo Palermo"

"Malesani è un ottimo allenatore e ha conosciuto, nel calcio, sia momenti di vertice che di lotta per la permanenza in serie A. La prima cosa da fare è di motivare i giocatori, di fare rialzare la testa alla squadra", ha detto il diesse

PALERMO. «Non mi dite bentornato perchè è la quarta volta. Periodicamente mi riaffaccio, questa volta non ho avuto nemmeno tempo di parlare di contratto e permanenza. Il mio è un contratto d'affetto». È tornato con il sorriso Giorgio Perinetti, «nuovo» direttore sportivo del Palermo, ruolo che aveva lasciato dopo l'avvento di Pietro Lo Monaco, ex amministratore delegato. Il ds, nella conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico Alberto Malesani, ha spiegato di essere venuto «per dare una mano, per spirito di servizio. L'ho fatto perchè mi ha richiamato Zamparini ma l'avrei fatto anche per chiunque altro perchè amo Palermo». «Non sto a pensare al mercato - ha spiegato - Quello passato non è stato il mercato di Lo Monaco, così come quello estivo non è stato il mio. È il mercato del Palermo che si deve salvare». 'Malesani - ha aggiunto Perinetti - è un ottimo allenatore e ha conosciuto, nel calcio, sia momenti di vertice che di lotta per la permanenza in serie A. Quindi può condurre la squadra al meglio. C'è stata una combinazione di risultati negativi che ha penalizzato lo scorso allenatore. Tra le caratteristiche di Malesani c'è una grande positività e propositività. La prima cosa da fare è di motivare i giocatori, di fare rialzare la testa alla squadra«. »Non si può fare risultato senza una dirigenza vicina - ha concluso - senza un grande club, senza l'appoggio di un apparato mediatico critico ma sereno nei suoi giudizi. Senza un ambiente unito, sinergico che affronta con concretezza questo momento, allora l'impresa è molto difficile. Serve unità di intenti. Alla fine faremo i conti, i processi e tutto quello che verrà.

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