Il Malaspina affonda nell’emergenza

L’Sos di Cardinale: "Un carcere sovraffollato e con un numero di agenti inadeguato a garantire la sicurezza"

CALTANISSETTA. Strutture vecchie, sovraffollate e un personale di Polizia Penitenziaria insufficiente rispetto ai numerosi compiti cui quotidianamente è chiamato ad operare. L’emergenza carceri non risparmia il distretto della Corte di Appello di Caltanissetta. Una situazione drammatica, una bomba ad orologeria che rischia di scoppiare da un momento all’altro, su cui si è a lungo soffermato il presidente Salvatore Cardinale nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

«In particolare, sulla base dei dati forniti dai responsabili degli istituti presenti nel distretto - si legge nella relazione del presidente della Corte di appello- si rileva che la Casa Circondariale di Caltanissetta, la cui costruzione risale ai primi anni del secolo scorso, registra la necessità di periodici interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e presenta, in relazione al numero dei detenuti, la carenza di sufficienti spazi, di locali per varie attività e di celle.

La popolazione carceraria - continua nella sua esposizione Cardinale - è divisa in sezioni diverse, in relazione al grado di pericolosità di ciascun ospite. Il numero di detenuti presenti è stato mediamente pari a 300 persone, superiore alla capienza regolamentare (183 persone) e a quella tollerabile (237 persone). Il personale di polizia penitenziaria, impegnato in vari compiti d’istituto, tra il quali l’attività di P.G., traduzione e piantonamento dei reclusi, è inferiore al numero previsto dalla pianta organica».
E in un carcere sovraffollato dove peraltro il malcontento è stato più volte manifestato nei mesi scorsi anche con iniziative di protesta, aumenta anche la presenze di detenuti stranieri anche se ancora rappresentano una minima parte dell’intera popolazione ristretta nella Casa Circondariale, essendo pari mediamente a 40 reclusi.

E tra gli ospiti del Malaspina è purtroppo diffuso anche il problema della tossicodipendenza «che viene affrontato - spiega Cardinale - dall’assistenza sanitaria penitenziaria a cui si affianca quella specialistica assicurata dall’Asp di riferimento».
Il presidente della Corte di Appello fa inoltre presente che «gli atti di autolesionismo sono stati contenuti anche se si è registrato nel secondo semestre del 2011 un caso di suicidio. Infine, tra la popolazione detenuta per reati comuni è prevalente lo stato di indigenza».

La situazione per quanto concerne il sovraffollamento non è per nulla rosea anche nell’Istituto Penale per Minorenni di via Filippo Turati. «Costruito nel 1960 - si legge nella relazione - appare idoneo agli scopi che gli sono propri. È dotato di un campetto di calcetto e di un’aula polifunzionale, inaugurata nel dicembre del 2011. Il numero di detenuti presenti è stato mediamente pari a 12 persone e rappresenta la capienza massima della struttura. Ciò ha creato, a volte, la necessità del trasferimento per sovraffollamento di alcuni minori in altri istituti. Il personale, stando alle indicazioni offerte dalla direzione, non appare adeguato a garantire la sicurezza in istituto».

Nella struttura minorile, gli ospiti stranieri sono stati 6 su un numero complessivo di 51 persone». Positivo invece il dato che riguarda la casa circondariale di Gela, di recente attivazione e che appare adeguata rispetto agli standard previsti. Il numero di detenuti presenti è stato mediamente di 92 persone che è al di sotto della capienza tollerabile di 96 reclusi.

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