Animali non soccorsi in strada: ci sono le prime multe in Sicilia

Dopo l’entrata in vigore della nuova legge si è già verificato un episodio a Comiso, nel Ragusano. Nel mirino un uomo che ha investito un cucciolo

PALERMO. Chi investe un animale per strada ha l’obbligo di soccorrerlo, l’omissione è diventata concretamente sanzionabile. A Comiso, nel Ragusano, è già scattata la prima denuncia. Si tratta di un barboncino investito da un automobilista, che si è poi dato alla fuga, senza preoccuparsi del cucciolo. L’uomo, però, non aveva fatto i conti con il proprietario del cane, che lo teneva al guinzaglio, e con gli altri numerosi testimoni, che l’hanno così denunciato ai carabinieri. Rintracciato quasi subito, dovrà pagare una sanzione che potrà andare dai 389 sino a ben 1.559 euro. Non solo, in questi casi, una multa, di 311 euro, è prevista anche per le altre persone coinvolte nell’incidente, che, pur non avendo investito l’animale in prima persona, non l’hanno assistito.
L’incidente di Comiso avviene a pochi giorni dall’entrata in vigore del nuovo decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che fissa regole più precise sul soccorso stradale di animali e sul loro trasporto in stato di necessità. Regolamento che va a rafforzare il dovere di assistere un cane, un gatto o un qualsiasi altro animale, ferito, vincolo già peraltro introdotto nel 2010 nelle modifiche del Codice della strada. Così, adesso, soccorrere un cucciolo non solo è un obbligo, quindi perseguibile e sanzionabile, ma è equiparato alle regole del soccorso di persone: i mezzi veterinari di urgenza, pubblici e privati, nel trasportare un animale in evidente stato di necessità, avranno la possibilità di utilizzare corsie preferenziali, sirene ed avere precedenza agli incroci o ai semafori. Inoltre, il testo dà possibilità ai mezzi privati veterinari di esibire alle autorità richiedenti la relativa certificazione ed autorizzazione entro 30 giorni. Dunque, l’intervento delle guardie zoofile e delle autoambulanze veterinarie è a tutti gli effetti equiparato, almeno su strada, a quello della polizia o delle ambulanze mediche.
Soddisfatti gli animalisti. La Lida Palermo: «Questo decreto era necessario - spiega Salvatore Barone, animalista e volontario alla Lida di Palermo - perché funziona da deterrente. Sapere di essere sanzionabile per non aver soccorso un animale, dopo averlo investito, dovrebbe servire, si spera, a fare prima di tutto attenzione per strada e poi a non restare indifferenti davanti ad un animale sofferente, tanto più se a causargli danno siamo stati noi». Cosa fare dunque se sfortunatamente si investe un cucciolo? «Prima di tutto rivolgersi alla polizia municipale, la quale dovrebbe inviare richiesta alle strutture veterinarie pubbliche, di solito, nel caso di Palermo, i canili municipali, che dispongono di mezzi e autisti già autorizzati. Oppure ai veterinari dell’Asp di riferimento. Altrimenti, in assenza di questi, dovrebbero esserci strutture veterinarie private in convenzione con i comuni. In alternativa alla polizia municipale, ci si può rivolgere alle altre autorità, carabinieri o polizia». La legge, infine, definisce le patologie indicanti lo stato di necessità (per esempio, emorragie, ferite, prolasso, eccetera).

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