Pdl, ecco i primi nomi nelle liste

La prima sorpresa sarà la candidatura di Bruno Mancuso, sindaco di Sant’Agata di Militello. Insieme a lui Giuseppe Castiglione e Stefania Prestigiacomo. A guidare la lista sarà Angelino Alfano. L'Mpa non ancora sciolto il nodo dei nomi

PALERMO. In attesa di sciogliere la riserva sulla deroga all’esclusione dalla lista dei veterani, il Pdl ha individuato i primi nomi. La prima sorpresa sarà la candidatura di Bruno Mancuso, sindaco di Sant’Agata di Militello, nella lista per il collegio orientale della Camera.

Mancuso è il fratello di Salvatore, ex presidente del Banco di Sicilia e manager di alcuni fondi di investimento internazionali. Con Mancuso saranno candidati nella lista per il collegio orientale Giuseppe Castiglione e Stefania Prestigiacomo. L’ex ministro dell’Ambiente potrebbe usufruire dell’unica deroga in Sicilia alla regola dell’esclusione di chi ha più di 65 anni o è stato eletto in Parlamento prima del 2001. Un limite che sta sbarrando la strada a Domenico Nania, Enrico La Loggia, Tonino D’Alì, Antonino Battaglia e Giuseppe Palumbo.

Se non scioglie questi nodi, il Pdl non potrà sbloccare tutte le altre candidature. È certo però che a guidare la lista nel collegio occidentale sarà Angelino Alfano e dietro di lui si posizioneranno Saverio Romano (leader del Cantiere popolare), Dore Misuraca e almeno un altro centrista fra Giuseppe Ruvolo e Rudy Maira. Al Senato la lista del Pdl sarà guidata da Renato Schifani e - ha precisato Castiglione - vedrà al suo interno un esponente di Grande Sud e uno dell’Mpa «in posizione utile solo in caso di vittoria del premio di maggioranza». Dunque nel Pdl, in caso di vittoria in Sicilia, si dovrà fare spazio a due politici dei partiti alleati in extremis.

A sua volta l’Mpa non ha ancora sciolto il nodo delle candidature. È fortissimo il pressing su Raffaele Lombardo perchè guidi la lista al Senato. Ma l’ex presidente della Regione continua a dire di no: «Mi ha telefonato nei giorni scorsi anche Berlusconi. E a lui, come ai miei dell’Mpa, dico che aiuterò la lista da fuori. Diciamo che la spingerò invece di trainarla». Nella lista potrebbe trovare spazio Antonio Scavone, ex manager dell’Asl di Catania: «È una risorsa per il partito - ha commentato Lombardo - ma non ci sono ancora designazioni definitive».

Dalla scelta di Lombardo dipende anche il futuro di alcuni big dell’Mpa. Giuseppe Picciolo, critico sull’accordo con Berlusconi, ha precisato che «se Lombardo si candida, il passaggio politico assume un valore diverso. Altrimenti dovrò valutare con i miei amici come comportarmi». Il rischio di fughe dall’Mpa, insomma, non è ancora sventato.

Dall’altro lato del campo, Crocetta ieri si è recato a Caltanissetta per incontrare i Forconi, guidati da Mariano Ferro. Formalmente un incontro per illustrare agli agricoltori le misure che il governo, rappresentato anche da Linda Vancheri, ha in cantiere. «Ferro è una persona ragionevole - ha detto Crocetta - e sa che, quando non ci si confronta, scoppiano le guerre».
Comincia a delinearsi anche la lista di Antonio Ingroia. Un posto è destinato al figlio di Pio La Torre, Franco. Ci sarà spazio per due uomini di estrazione Idv: l’ex sindaco di Sciacca, Ignazio Messina, e il senatore uscente Fabio Giambrone. In lista anche Giovanna Marano, che alle recenti Regionali ha corso per la presidenza della Regione sotto il simbolo di Sel.Ci sarà Bruno Mancuso, fratello dell’ex presidente del BdS.

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