Le casse del Comune sono a secco, lasciati a casa i lavoratori del Rmi

Dalla Regione non è ancora pervenuta l’autorizzazione a proseguire l’attività e nemmeno i soldi

CALTANISSETTA. Carbone nero ed amaro per i lavoratori del reddito minimo di inserimento. È il dono lasciato dall’Epifania che è stato recapitato ieri mattina a tutti i circa novanta lavoratori del reddito minimo di inserimento sospesi dal lavoro. Dalla Regione non è ancora pervenuta l’autorizzazione a proseguire l’attività e non sono nemmeno pervenuti i quattrini che finanziano l’integrazione per il pagamento degli stipendi. Le preoccupazioni che erano state manifestate nel mese di dicembre scorso alla vigilia della scadenza del contratto si praticamente rivelato fondate. Ieri mattina è arrivato l’alt per tutti. Infatti se il Comune, ma non solo il nostro, non verrà autorizzato attraverso la garanzia economica, a proseguire il rapporto di lavoro, i precari potrebbero ritrovarsi sospesi perché gli enti locali non sono nelle condizioni di potersi sobbarcare per intera la spesa del personale che viene pagato o per la quasi totalità o in compartecipazione dalla Regione e chi avrebbe le risorse finanziarie per poter quanto meno anticipare, deve fare sempre i conti con il famigerato Patto di stabilità. L’amministrazione comunale di Palazzo del Carmine, per bocca del sindaco Michele Campisi e dell’assessore alle politiche sociali Giuseppe Firrone ha fatto sapere che allo stato attuale, non ci sono i fondi per anticipare gli stipendi, contrariamente a quando avvenuto nei mesi scorsi. Sotto il nome di precari, nel caso specifico si tratta di lavoratori assunti con contratto a termine, si ritrovano numerose categorie di lavoratori con mansioni diverse,( programmatori, uscieri, addetti alla manutenzione di impianti, amministrativi) che da circa un decennio hanno stipulato un contratto che prevede una compartecipazione finanziaria tra Regione e comune. Con loro, sotto forma di precariato ci sono anche i 44 lavoratori ex Asu (Attività socialmente utili) per i quali si sono aperte le ispettive del prossimo concorso interno che prevede la loro stabilizzazione. Nei mesi scorsi ai Comuni, compreso il capoluogo nisseno, è stata invitata una circolare con cui si autorizzano a proseguire i rapporti di lavoro. Un documento formale che però non è supportato dalla garanzia della copertura finanziaria che è proprio quello che spaventa gli amministratori dei comuni. Adesso la patata bollente dei lavoratori del reddito minimo di inserimento e dei precari in genere, passa nelle mani del presidente della Regione Rosario Crocetta. Un provvedimento che dovrebbe mettere il comune nelle condizioni di riassumere i lavoratori alcuni dei quali occupano dei posti chiave all’interno della macchina comunale per cui si dovrebbe provvedere al rinnovo dei contratti dietro provvedimento di apposito finanziamento. Oggi i lavoratori sospesi saranno al comune per chiedere con forza il reintegro nel posto di lavoro.

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