Gela, minaccia con una pistola impiegati del Comune: arrestato

Un disoccupato, Rocco Rodoti, 58 anni, si è presentato, armato con una scacciacani e con un taglierino gridando e minacciando di morte i dipendenti. "Se non mi date i soldi del contributo faccio una strage"

PALERMO. Momenti di panico, stamani, negli uffici dell'assessorato ai servizi sociali di Gela, dove, un disoccupato, Rocco Rodoti, 58 anni, si è presentato, armato con una pistola (risultata poi una scacciacani) e con un taglierino gridando e minacciando di morte gli impiegati. "Se non mi date i soldi del contributo faccio una strage, una carneficina, vi sparo come ha fatto Peppe Licata" ha urlato nei corridoi, mentre il personale cercava di nascondersi e di mettersi al riparo. L'usciere, strattonato da Rodoti, gli ha consigliato di smetterla perché altrimenti avrebbe chiamato i carabinieri. Dopo alcuni minuti di grida e minacce, Rodoti, forse temendo l'arrivo delle forze dell'ordine, ha deciso di andar via avvertendo però che sarebbe tornato. I carabinieri sono stati avvertiti e l'uomo è stato arrestato per violenza e minaccia a incaricato di pubblico servizio e per possesso ingiustificato di armi.
L'amministrazione comunale di Gela, da alcuni mesi, non eroga più contributi in denaro ai disoccupati ma voucher, cioé buoni-lavoro del valore di 500 euro mensili, per attività da svolgere presso ditte convenzionate con il Comune. Da quando ha istituito questo sistema di sostegno sociale, le richieste di aiuto sono diminuite del 70%.

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