Regione, precari da assumere nel privato: i sindacati si dividono

«Mi sembra una proposta campata in aria, sono scettico come lavoratore e come sindacalista», dice Massimo Bontempo del Movimento dei giovani. Per la Cgil «i propositi di Crocetta sono condivisibili, ma non conosciamo il modo in cui intende affrontare la questione», dicono Michele Pagliaro, della segreteria regionale e Michele Palazzotto, segretario della Funzione pubblica

PALERMO. «Mi sembra una proposta campata in aria, sono scettico come lavoratore e come sindacalista». Non usa mezzi termini Massimo Bontempo del Movimento dei giovani lavoratori, commentando la norma approvata in giunta che prevede l'utilizzo dei precari della pubblica amministrazione nel settore privato. Per il sindacato più rappresentativo dei 18 mila lavoratori a tempo determinato degli enti locali si tratta «di uno spot pubblicitario». La norma, inserita nel testo che consente le proroghe dei contratti per sette mesi, impone che le amministrazioni pubbliche prevedano nei bandi che il 20% del personale venga prelevato dalle imprese proprio dal bacino del precariato che, secondo le ultime stime, conta almeno 25 mila persone. Per la Cgil «i propositi di Crocetta sono condivisibili, ma non conosciamo il modo in cui intende affrontare la questione», dicono Michele Pagliaro, della segreteria regionale e Michele Palazzotto, segretario della Funzione pubblica. «Ci auguriamo che l'Ars approvi quanto prima la proroga, altrimenti si aprirebbe un grosso problema per molti lavoratori». Secondo la Uil Sicilia «non tutti i precari sono uguali - spiega il segretario generale Claudio Barone -. Hanno diverse posizioni lavorative. Per questo crediamo che una norma efficace debba avere come presupposto una mappatura di questi lavoratori».

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