All’Ars la maggioranza si ricompatta

Il Pd ritrova l’unità così come la coalizione che sostiene Rosario Crocetta grazie anche al sostegno dei grillini. Il tutto permette di insediare le commissioni legislative, eleggerne i presidenti, e dare così il via all’attività di Sala d'Ercole. Che adesso ha 10 giorni per varare le proroghe ai precari, la mini riforma dei rifiuti e l’esercizio provvisorio che rinvia il bilancio al 2013

PALERMO. Dopo due giorni di scontri, il Pd ritrova l’unità. E anche la coalizione che sostiene Rosario Crocetta si ricompatta, complice il sostegno dei grillini. Il tutto permette di insediare le commissioni legislative, eleggerne i presidenti, e dare così il via all’attività dell’Ars. Che adesso ha 10 giorni per varare le proroghe ai precari, la mini riforma dei rifiuti e l’esercizio provvisorio che rinvia il bilancio al 2013.
Ai vertici delle commissioni sono andati deputati di lungo corso e qualche sorpresa. Marzo Forzese e Nino Dina dell’Udc guideranno la Affari istituzionali e la Bilancio, Bruno Marziano del Pd è il presidente della Attività produttive. Pippo Digiacomo, anche lui del Pd, guida la commissione Sanità. Al grillino Gianpiero Trizzino è andata la Lavoro e a Marcello Greco del Movimento Territorio la Ambiente.
Nessun esponente del Pid di Saverio Romano nè della Lista Musumeci è al vertice di commissioni. E il Pdl piazza il solo Francesco Cascio, ex presidente dell’Ars, nella commissione Ue che ha un peso molto inferiore a quello della Affari istituzionali a cui gli uomini di Berlusconi sembravano destinati (il prescelto era Nino D’Asero) dopo il sostegno concesso all’elezione di Giovanni Ardizzone (Udc) alla presidenza dell’Ars.
Per capire come si è arrivati a queste scelte bisogna avvolgere il nastro fino al pomeriggio di martedì. Cracolici e Lupo arrivano ai ferri corti perchè l’ex capogruppo non è stato inserito nella commissione Bilancio. È l’apice di un duello che lacera il partito di maggioranza relativa e porta con sè il malessere per la formazione della giunta e le precedenti votazioni sugli assetti dell’Ars. Per comporre la lite la segreteria nazionale ha convocato a Roma, ieri, sia Lupo che Cracolici con il capogruppo Baldo Gucciardi. Il mediatore è stato Davide Zoggia, responsabile nazionale degli enti locali. E alla fine - come spiega Gucciardi - è stato riconosciuto il ruolo politico dell’area Cracolici. Che a sua volta ha riconosciuto il ruolo del neo capogruppo, eletto proprio senza i voti dell’area Cracolici. Soluzione: l’ex capogruppo entra in commissione Bilancio pur senza presiederla, e a un deputato a lui vicino va la guida della Sanità. Per Cracolici «fare il gesto di estromettermi da quella commissione aveva un valore simbolico molto grave. Ora si è rispettata un’area che è maggioranza relativa nel gruppo».
Al mattino, ieri, era stato il presidente della Regione a tuonare contro l’accordo che Udc e Pd stavano portando avanti con Pdl e Pid (frutto del sostegno del centrodestra per l’elezione di Ardizzone): «Follia istituzionale». Un accordo che, se fosse stato portato avanti fino alla fine, avrebbe spaccato in modo irreparabile la maggioranza: «A meno che Pd e Udc non vogliano paralizzare l’attività del governo, non possono dare commissioni importanti al Pdl». Le commissioni sono le braccia operative dell’Assemblea, ricevono i testi del governo e ne istruiscono l’approvazione. Per questo Crocetta aveva avvertito gli alleati: «No a inciuci che porterebbero all’ingovernabilità. Non mi consegnerò masochisticamente ai miei carnefici. Nè mi farò imprigionare». Crocetta aveva ribadito che «l’unica soluzione è un accordo istituzionale ampio che coinvolga i grillini».
E così è andata. I grillini hanno sostituito il Pdl nell’accordo. Al punto da far rilevare a molti che, con l’imprimatur di Crocetta, ora c’è una maggioranza allargata: Pd, Udc, Lista Crocetta, Movimento Territorio e grillini.
Per l’Mpa, col neo vicecapogruppo Vincenzo Figuccia «ormai è chiaro che il Movimento 5 stelle è la stampella di Crocetta». E per Pippo Gianni (Cantiere popolare) «anche i duri e puri grillini ora ora fanno parte della coalizione di Crocetta». Per Marco falcone del Pdl «i grillini «i 15 deputati grillini non potranno che sobbarcarsi oneri e onori nel governo della Sicilia». Ma alla vigilia delle elezioni Politiche tanto basta ai partiti del centrosinistra per siglare la tregua dopo un mese di scontri.

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