Vini 2013, arriva la "Guida" in edicola

In tutto 149 cantine e quasi 700 vini. sono i numeri della nuova guida Vini di Sicilia 2013 del Giornale di Sicilia, che sbarca oggi in edicola ed è stata presentata ieri a Castello Utveggio. Giunta alla sua sesta edizione, la guida curata da Fabrizio Carrera e Gianni Giardina

PALERMO. 149 cantine quasi 700 vini: sono i numeri della nuova guida Vini di Sicilia 2013 del Giornale di Sicilia, che sbarca oggi in edicola ed è stata presentata ieri a Castello Utveggio. Giunta alla sua sesta edizione, la guida curata da Fabrizio Carrera e Gianni Giardina, getta uno sguardo panoramico sul mondo del vino isolano. Ed incorona i 51 vini che guadagnano le cinque stelle: «Quest'anno meno bianchi e più vini dolci - sottolineano i due curatori -, e rossi nella media anche se il Nero d'Avola conferma di essere il vitigno più gettonato». In totale, la guida ha diviso il territorio siciliano in tre macroaree - Val di Mazara, Valdemone, Val di Noto -, e scelto tre spumanti, 26 rossi, 12 bianchi e 9 vini dolci (i curatori hanno spiegato la necessità di presentare un anno dopo i cosiddetti «barricati» perché ancora disarmonici all'assaggio), il 60% dei quali della Sicilia occidentale, con Palermo e Trapani pronte a battere un colpo, con le loro complessive 22 etichette; segue Agrigento con 9, Catania con 7, poi Ragusa, Messina, Siracusa.  «È il caso di dire, una scommessa ripetuta - interviene il condirettore del Giornale di Sicilia, Giovanni Pepi, presente alla premiazione con l'assessore regionale alle Politiche Agricole Dario Cartabellotta e Marcello Caruso, commissario straordinario dell'Irvos -, in un momento di difficili congiunture economiche, il Giornale di Sicilia non ha mancato l'appuntamento, confermando la sua attenzione sul mondo del vino, realtà importante tra le risorse del territorio. Noi siamo certi che lo squilibrio tra Nord e Sud, sottolineato dallo Svimez, verrà superato soltanto introducendo un modello che trovi nell'impresa privata il motore principale. Come accade, appunto, nel mondo del vino». Ma Vini di Sicilia 2013 sottolinea anche 10 «eccellenze»: tra tutti i premiati sceglie infatti anche le migliori «bollicine» (del marsalese Terzavia Metodo Classico 2009), il «bianco» (il fragrante Egisto Grillo 2011 delle Orestiadi, cantina nata a Gibellina), il «rosato» (Fiore di Nero 2011, un Nero d'Avola vinificato in bianco della nissena Lombardo), il «rosso» (Docg Cerasuolo di Vittoria 2011 di Planeta), mentre il profumato Passito di Pantelleria Ben Ryè 2010 della Donnafugata vince per il secondo anno il superpremio come vino dolce e il Sirah 2011 della palermitana Ajello quello per il rapporto qualità-prezzo. Il miglior enologo è Emiliano Falsini in forza alle aziende Graci e Girolamo Russo di Castiglione di Sicilia; mentre l'azienda emergente è la vittoriese Terre di Giurfo e Salvatore D'Amico, a Leni, sull'isola di Salina, ha instaurato il miglior rapporto tra cantina e territorio. Un applauso più forte va alla scelta di premiare il giovane marocchino Bouabid el Hadnaoui per la sua attività di viticoltore presso Fenech, sempre a Salina: 29 anni, da dieci in Italia, giunto come tanti migranti sui barconi, è riuscito là dove in tanti hanno fallito: farsi amare, crearsi una credibilità e di conseguenza guadagnare un lavoro stabile e la cittadinanza italiana. Bouabid ha seguito corsi in Franciacorta ed è capace di curare e potare da solo cinque ettari di vigna. Tra il pubblico, anche il trentino Fabio Rizzoli, ex AD di Mezzacorona, tra i nomi che più hanno investito in Sicilia, per la Feudo Arancio a Sambuca e ad Acate. E che si prepara a impegnare altri sei milioni di dollari per lanciare le etichette siciliane sul mercato americano.

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