Sicilia, Politica

Tagli nella Formazione: in Sicilia 2 mila esuberi

Incentivi per il personale in esubero, aggregazione di enti, riqualificazione dei lavoratori: il governo nazionale aiuterà la Sicilia a riformare il settore attraverso il piano d’azione per la coesione territoriale

PALERMO. Incentivi per il personale in esubero, aggregazione di enti, riqualificazione dei lavoratori: il governo nazionale aiuterà la Sicilia a riformare la formazione professionale attraverso il piano d’azione per la coesione territoriale. Nel documento varato dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, sono stanziati 45 milioni di euro per la riforma del settore che conta circa ottomila lavoratori. Le somme hanno già ricevuto il via libera dall’Unione europea e nell’Isola attendono solo la pubblicazione dei bandi. Un passaggio che, stigmatizza il ministero, arriva in ritardo per via della «durata dei processi decisionali interni alla Regione, che ha comportato uno slittamento di alcuni mesi rispetto a quanto indicato nel piano». Un ritardo che sarebbe stato tra i motivi che avevano spinto l’ex dirigente generale della Formazione, Ludovico Albert, che ha lavorato in prima persona alla redazione del piano, a rassegnare nei mesi scorsi le dimissioni, poi ritirate. «L’obiettivo - spiega l’ex burocrate di Palazzo d’Orleans, il cui incarico è stato revocato da Crocetta - è ridimensionare il settore attraverso delle somme stanziate dal governo nazionale».


Il piano di Roma, da attuare nel periodo 2012-2015, prevede l’assegnazione di 28 milioni di euro al fondo a sostegno dell’esodo e della mobilità del personale in esubero, nonché ad azioni di aggregazione tra enti. Secondo il ministero, saranno coinvolti duemila operatori del settore. Altri due milioni di euro serviranno per riorganizzare gli enti a livello gestionale e interesseranno 1.400 lavoratori. E ancora, con otto milioni e mezzo saranno riqualificati circa 2.500 lavoratori mentre 3,5 milioni sono destinati a 3.500 dipendenti per «interventi specialistici per il ricollocamento lavorativo».


Tra gli obiettivi finali, la «riduzione dei costi del sistema della formazione professionale» e «l’assunzione di standard di qualità sui livelli nazionali ed europei». Sempre nell’ambito del piano, sono previste misure per favorire l’occupazione giovanile al Sud incentivando gli enti a garantire la massima qualità nella formazione degli allievi. Tanto che il piano prevede incentivi da 500 euro fino a mille euro per l’ente che alla fine del percorso, grazie a un’attività di accompagnamento all’inserimento lavorativo, riuscirà ad occupare il giovane per almeno un anno.

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