Scorrettezze e patti violati, tra Crocetta e Pd luna di miele finita

La votazione all’Ars di presidente e vicepresidente cela malesseri che covavano da settimane, fin dalla formazione della giunta. Il governatore attacca: "Il sodalizio tra la maggioranza e i partiti del centrodestra non è condiviso da gran parte dell’Ars e certamente dalla gente. Avevo avvertito gli alleati di questo disagio ma loro hanno deciso di andare avanti"

PALERMO. Si accusano di scorrettezza, di aver violato i patti. E si parlano attraverso i giornali, con dichiarazioni che sono rasoiate su un’alleanza che alle prime due votazioni all’Ars è stata messa in crisi. Rosario Crocetta e il Pd non sono mai stati così distanti.  È bastato che il Pd appoggiasse l’elezione di Giovanni Ardizzone (Udc) alla presidenza dell’Ars insieme a Pdl, Pid e Musumeci e che il governatore rilanciasse lanciando con grillini e autonomisti un vicepresidente diverso (Antonio Venturino) da quello indicato dai democratici (Mariella Maggio). Ma la votazione all’Ars cela malesseri che covavano da settimane, fin dalla formazione della giunta.  Il voto ha così segnato - fino a nuova verifica - la nascita all’Ars di due assi diversi da quelli usciti dalle elezioni: Pd e Udc più vicini a Pdl e Pid da un lato e Crocetta più in sintonia con grillini e Mpa dall’altro. E nel day after è stato proprio Crocetta ad attaccare il Pd: «Il sodalizio tra la maggioranza e i partiti del centrodestra non è condiviso da gran parte dell’Ars e certamente dalla gente. Avevo avvertito gli alleati di questo disagio ma loro hanno deciso di andare avanti». Crocetta aveva lavorato fin dall’inizio per un accordo ampio, che coinvolgesse tutti i partiti, proprio per evitare che si formasse un blocco politico alternativo all’Ars difficilmente gestibile dal governo.  E anche su questo il governatore accusa il Pd: «Io non so cosa pensino davvero, visto che non vengo mai invitato alle loro riunioni. Loro decidono, poi vengono da me a comunicare le loro decisioni». Infine, il presidente sottolinea le spaccature interne al Pd: «Ognuno di loro viene e mi comunica una informazione diversa. Questo non è esattamente il modo migliore per instaurare un buon rapporto col governatore». Frasi che non sono piaciute, ovviamente, ai vertici del Pd. E il segretario Giuseppe Lupo mette da parte il tradizionale self control: «Ricordo a tutti che Crocetta è stato eletto da noi del Pd. Prima di andare all’Ars a votare sui vicepresidenti ci eravamo incontrati e lui ci ha garantito il suo sostegno. Poi i suoi 5 deputati hanno votato per il grillino. Se lui avesse rispettato i patti, i voti destinati a Mariella Maggio sarebbero stati sufficienti. Invece Crocetta ha fatto sì che il Pd perdesse la vicepresidenza e in cambio, con i voti di Lombardo e dei grillini, ha ottenuto per il suo gruppo un deputato questore. Noi il patto istituzionale col Pdl lo abbiamo fatto alla luce del sole. Lui no». E anche per Musumeci, Crocetta «è il regista di un accordo fra grillini e lombardiani». Ieri la tensione era altissima e non ha consentito neppure di far entrare in azione i pontieri. Le posizioni restano distanti anche se l’area margheritina di Francantonio Genovese e Nino Papania fa sapere che «verrà provocato un chiarimento politico perchè a questo punto è indispensabile». Chiarimento che invoca pure Lupo.  Anche perchè la frattura sta arrivando proprio mentre il centrosinistra si prepara alle Politiche e alla sfida al centrodestra. E anche su questo fronte non mancano le frizioni: Crocetta, che pure ha ricordato ieri di avere la tessera del Pd, ha ribadito che farà alle Politiche una sua lista, che soprattutto al Senato sarebbe federata al Pd ma nei fatti concorrente. E lì troverà posto anche il senatore Beppe Lumia che il Pd non dovrebbe invece candidare in base alla regola interna delle troppe legislature accumulate. E anche su questo Lupo compie una mossa che sa di ultimatum al governatore: «La Lista Crocetta ha un senso se aggiunge voti al Pd. Se invece nasce per far abbassare i nostri consensi e trasferirli su altri simboli, è un errore. E se il problema è Lumia sono disposto a sostenere presso il partito la sua richiesta di deroga per ottenere ugualmente la candidatura nel Pd». In questo clima martedì Crocetta va all’Ars per presentare il programma e (anche se non è previsto voto di fiducia) chiedere il sostegno degli alleati.

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