La storia del carretto siciliano Si presenta un libro a Palermo

Appuntamento mercoledì 19 dicembre alle 17,30 al Kursaal Kalhesa (Foro Umberto I, 21) per "L'architettura del carretto siciliano" di Ubaldo Castrovinci e Mario Cuccia

PALERMO. Il carretto in Sicilia, dopo essere stato un fondamentale mezzo di trasporto, si è trasformato in un cult che ha impegnato grandissimi artisti. Ogni area dell'Isola ha il suo carretto e i suoi artisti, ma soprattutto ha i suoi artigiani che hanno trasformato in pezzi da museo quelli che erano le antiche lape.


Purtroppo, questi artisti-artigiani vanno scomparendo ed anche i carretti, che sono usciti dai circuiti stradali per entrare in quelli museali e del collezionismo. E proprio nell'ultimo squarcio, prima che il sipario cali definitivamente, si sono inseriti il professore Ubaldo Castrovinci e il fotografo Mario Cuccia che hanno dato alle stampe un pregevole volume di grande formato, ricchissimo di belle immagini e di dettagliatissime tavole, per spiegare cos'è e cosa è stato il carretto siciliano nelle diverse aree dell'Isola, da dove viene e come si costruisce nei dettagli. Se ci fosse una scuola del carretto siciliano, questo sarebbe un fondamentale libro di testo.


Ma non è solo un libro di testo. E' soprattutto il racconto, passo dopo passo, di come un manipolo di artigiani, ricchi di una esperienza plurigenerazionale, riescono a trasformare alcuni pezzi di legno e di ferro in opere d'arte.


Il libro "L'architettura del carretto siciliano", edito da Plumelia, sarà presentato a Palermo mercoledì 19 dicembre alle 17,30 al Kursaal Kalhesa (Foro Umberto I, 21). Con gli autori, interverranno Aldo Gerbino, Silvana Riccobono e Giuseppe Aiello.




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