Tangenti nel fotovoltaico, altro episodio contestato all'ex deputato Vitrano

Imputato per la seconda volta di concussione, Gaspare Vitrano, ex deputato regionale fermato nel marzo 2011 mentre intascava una mazzetta da un imprenditore del fotovoltaico

PALERMO. Il pm Maurizio Agnello ha modificato, questa mattina in udienza, l'imputazione per Gaspare Vitrano, ex deputato regionale fermato nel marzo 2011 mentre intascava una mazzetta da un imprenditore del fotovoltaico, accusato di concussione davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo. Oltre a questo episodio, all'ex deputato è stato contestata anche la concussione in danno di Piergiorgio Ingrassia, reato di cui è accusato anche un altro ex deputato:
Mario Bonomo. I tre erano titolari, anche attraverso prestanome, di alcune società del fotovoltaico.

Ingrassia, che ha patteggiato la pena di due anni per aver fatto da mediatore tra l'imprenditore e Vitrano, ha collaborato con i pm e in aula ha riferito cosa gli dissero Bonomo e Vitrano quando lui si apprestava a presentare i primi progetti: "Le loro parole - ha detto Ingrassia - furono: noi siamo il potere e senza l'intervento politico andrai incontro a un fallimento. Mi dissero chiaramente che senza l'appoggio politico non avrei potuto portare a termine i miei progetti". A quel punto scattò
l'imposizione: "I lavori dovevano essere affidati a ditte di loro fiducia. Accettai perché avevo paura di rifiutare l'accordo". E poi arrivò la richiesta di tangenti: "Lo chiamavano 'costo politico'. Vollero dei soldi quando vendetti la Enerplus per 2,3 milioni di euro"

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