L'ira di Berlusconi contro l'Ue: "Offensivi sul mio ritorno"

"Le reazioni eccitate e fuori luogo di alcuni politici europei e di alcuni quotidiani stranieri alla notizia di un suo ritorno in campo", ha detto il cavaliere che studia come raccogliere più consensi possibile, magari con l'opportunità di liste civiche

ROMA. Silvio Berlusconi attende le mosse di Mario Monti e respinge al mittente, quasi con rabbia, quelle che definisce «le reazioni eccitate e fuori luogo di alcuni politici europei e di alcuni quotidiani stranieri» alla notizia di un suo ritorno in campo. Un rientro intorno al quale comincia a definire i contorni della sua prossima campagna elettorale. Con dei punti fermi che riguardano il rilancio dell'immagine del Pdl, partendo dal presupposto di una nuova e salda alleanza con la Lega. Il Cavaliere riparte dunque sperando di poter rinverdire la vecchia intesa con il Carroccio come snodo strategico per catturare quanti più voti nel centrodestra, a partire dalle regionali in Lombardia. Tema che non sembra ancora affascinare gli ex alleati, che nicchiano, chiariscono che non c'è ancora nulla. E rimandato tutto ad un consiglio federale convocato per lunedì della prossima settimana. L'ex premier rilancia però il ticket Maroni- Gelmini per la delicatissima partita elettorale che si giocherà nella più ricca regione del Nord, e si concentra su come drenare, alle prossime politiche, il massimo dei consensi dei moderati: ragionando anche sull'opportunità di mettere in campo liste civiche, che qualcuno definisce di disturbo, in grado di togliere voti ai competitor soprattutto per il Senato. Come quella, confermata proprio stasera, da Giampiero Samorì, o quella ancora ipotetica di Vittorio Sgarbi.  La Camera alta potrebbe infatti diventare l'ago della bilancia per le aspirazioni di vittoria delle forze in campo. Insomma, l'obiettivo di eventuali liste collegate al Pdl potrebbe essere anche quello di creare una situazione di non governabilità a Palazzo Madama, sufficiente a riaprire poi molti giochi dopo le elezioni. E in attesa di capire le mosse del Professore, il Cavaliere studia i sondaggi dedicati alla eventuale discesa in campo di SuperMario secondo i quali sarebbe accreditato di non più di un 13 per cento di consensi.  Da qui lo sforzo per attrarre in tutti i modi gli elettori scontenti di centro ma anche quelli protestatari di Grillo. Un obiettivo che passa,appunto, anche attraverso una intesa con i Lumbard. Con una nuova Forza Italia senza una parte degli ex An che potrebbero presentarsi con un'altra lista. Una logica che non dispiace all'Ex premier che avrebbe valutato questa possibilità come una eventuale risorsa: Se pensate che divisi si possa recuperare consenso io non metto ostacoli, sarebbe stato il senso del ragionamento fato agli ex colonnelli di Alleanza Nazionale.  In questo quadro, gli attacchi provenienti da alcuni 'politici europeì e dai giornali stranieri sorprendono ed indignano il Cav. perchè «offensivi»- dice - soprattutto verso la «liberà scelta degli italiani». L'ex premier insinua quindi anche il sospetto che si tratti di «speculazioni» per indebolire le aziende nazionali rendendole facile preda di «acquirenti stranieri». E rilancia ricordando di essere un «europeista convinto» e di essersi battuto per l'unità dell'Ue. Ma Berlusconi continua ad avere molte spine in casa. L'ultima è arrivata questa sera con l'affondo di Angelino Alfano contro l'amico di sempre Marcello Dell'Utri, definito dal segretario un «povero disgraziato» dal quale dipendono «molti dei guai» del Pdl.

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