Gela, un cantiere sotto sequestro da oltre un anno

Nessuno può accedervi e gli inerti prodotti nella fase di demolizione rimangono all'interno

GELA. A distanza di un anno, il cantiere di contrada Scavone, aperto per l'abbattimento dei ruderi che da decenni erano diventati parte integrante del panorama circostante, rimane sotto sequestro. Nessuno può accedervi e gli inerti prodotti nella fase di demolizione degli scheletri di cemento rimangono depositati all'interno. Questo, almeno sulla carta. Diversi residenti della zona, però, lanciano l'allarme. L'area del cantiere si sarebbe trasformata in una sorta di grande magazzino a cielo aperto. Le cataste d'inerti sono diventate merce appetibile. Sfruttando il buio della notte, stando proprio ad alcuni abitanti delle vie limitrofe, interi camion verrebbero caricati con il materiale depositato oltre la recinzione. Insomma, gli inerti ancora non smaltiti hanno trovato una sorta di canale alternativo: probabilmente, destinati a rifornire altri cantieri. I magistrati della procura, intanto, stanno proseguendo le indagini sull'affidamento dell'appalto vinto da un'azienda che, a differenza di ciò che veniva stabilito nel bando, non aveva alcuna licenza per lo smaltimento di rifiuti speciali. I funzionari dell'istituto autonomo case popolari, invece, hanno deciso, dopo un lungo braccio di ferro, di risolvere il contratto che li legava proprio all'azienda finita al centro dell'indagine condotta dai magistrati della procura. Entro un mese, il rapporto dovrebbe sciogliersi per avviare un nuovo affidamento. Nell'area di contrada Scavone si concentrano, in base ai documenti di previsione dello Iacp, due investimenti: per un totale di quasi otto milioni di euro. La Cassa depositi e prestiti ha concesso un finanziamento da oltre settecento mila euro per la costruzione di dieci nuovi alloggi popolari. La fetta più grossa di denaro, comunque, è stata riservata al contratto di quartiere che lega Comune e Iacp. È prevista la nascita di sessanta alloggi, attraverso la copertura economica fissata dal ministero delle infrastrutture e dello stesso istituto autonomo.

RO.C.

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