Tagli, si punta a ridurre i salari di tutti i 1.700 dirigenti

Sulle partecipate previsto un liquidatore unico. Il leader dell’Udc D’Alia: bisogna continuare su questa strada. Bisogna decurtate di più i compensi dei manager della sanità

PALERMO. Un liquidatore unico per le tredici partecipate da cancellare, la revoca di revisori e degli ultimi organi amministrativi rimasti e infine il trasferimento dei dipendenti in capo ai dipartimenti regionali. Prende forma il tentativo del presidente della Regione, Rosario Crocetta di calare la scure sulle società partecipate della Regione.
Tra le strutture nel mirino ci sono Ciem, Siace, Quarit e tutta una serie di altre strutture sulle quali il governo sta per calare la scure.
Intanto sono toni accesi in Sicilia tra governo e dirigenti della Regione. Al Dirsi, il sindacato dei dirigenti, non piace la decisione presa durante la prima riunione della nuova giunta, guidata da Rosario Crocetta, che avrebbe deciso di tagliare in modo orizzontale il 20% del salario accessorio. La sforbiciata avrebbe un impatto immediato per un centinaio tra dirigenti e manager, compresi i 25 superburocrati alla guida dei dipartimenti che dovranno rinunciare a 850 euro al mese, (10.328 euro all'anno).
Tagli che hanno ricevuto l’apprezzamento del leader dell’Udc in Sicilia, Gianpiero D’Alia, per il quale «bisogna continuare su questa strada. Anzi, nel settore dell sanità è necessario procedere con decurtazioni anche più robuste fino al trenta per cento».
La platea dei dirigenti interessati dai tagli è comunque destinata ad allargarsi. Il governo potrebbe estendere la riduzione del salario accessorio all'intera platea dei 1.700 dirigenti (sono divisi in tre fasce, più i dirigenti generali) non appena a ogni singolo burocrate scadrà il contratto individuale, che ha durata biennale. La maggior parte dei dirigenti scade entro fine anno.
«Tagliare in modo indiscriminato a tutti i dirigenti, senza distinguere tra chi ha lavorato male e chi invece ha ben operato, è un errore clamoroso - dice Gandi Gallina, segretario del sindacato Dirsi - In questo modo non di dà valore al merito, questo sarebbe in contraddizione ai messaggi che il governatore Crocetta ha lanciato in questi giorni sulla spending review e che noi condividiamo. Perchè si opera con l'accetta e non col bisturi?».
Il sindacato sollecita un incontro col governo. «I dirigenti vogliono mettersi a disposizione per collaborare a questa nuova stagione, ma il governo se conferma il taglio orizzontale darebbe la sensazione di non volere il dialogo e di non privilegiare la meritocrazia», aggiunge Gallina. Ri. Ve.

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