Scatta l’emergenza punteruolo rosso

A lanciarlo il comitato di quartiere Santa Croce. A rischio le palme di piazzetta Tripisciano, ma il fenomeno s’è manifestato anche al cimitero

CALTANISSETTA. Il punteruolo ruolo comincia a colpire dalle nostre parti attaccando palme secolari ormai parte integrante dell'arredo urbano. A lanciare per primo l'allarme è il comitato di quartiere Santa Croce che teme l'azione distruttiva di un parassita che ha provocato danni incalcolabili a Palermo.

Il temuto sbarco nella nostra città adesso c'è stato e fra le prima ad essere attaccate sono state le due palme di piazzetta Tripisciano e stessa cosa si sta verificando a Santa Barbara e al cimitero. "Agli Angeli il fenomeno è già entrato nella fase acuta" ha rilevato il portavo del comitato Giacomo Tuccio che immortalato l'avanzata del punteruolo rosso, inviando le foto alle redazioni, al comune e alla Soprintendenza.

"E' cosa risaputa - scrive Tuccio - che al quartiere Badia e precisamente alla piazzetta Truipisciano esistono da oltre cento anni due maestose palme ormai parte integrante del centro storico cittadino. Siccome sono abbandonate a se stesse e non hanno avuto nesuna cura, riteniamo fare cosa giusta informando gli uffici interessati che tanto si adoperano per il rilancio del nostro centro storico e invitarli a prendere provvedimenti in brevissimo tempo, Temiamo - ha aggiunto - che la negligenza e la poca sensibilità culturale possano determinare l'irrimediabile delle piante, un bene incommensurabile per il nostro quartiere e la città tutta. Riteniamo che la cura delle palme con dei lavaggi preventivi costi all'amministrazione comunale pochi centesimi di euro al mese, come abbiamo appreso dai numerosi servizi televisi dedicati al fenomeno e molti comuni della nlostra regione sono già operativi per rintuzzare la devastante azione del punteruolo rosso. Siamo pronti a confrontarci - ha concluso Tuccio - in qualsiasi momento con l'amministrazione comunale ma sin d'ora possiamo anticipare che la scusa della mancata copertura finanziaria non reggerebbe. A garante della nostra istanza chiamiano la Soprintendenza ai beni culturali unico ufficio a comprendere quello che abbiamo ereditato, un bene da conservare. Salviamo le palme, non c'è tempo da perdere". S.G.

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