La cravatta ritorna slim in omaggio agli anni ’50

PALERMO. Anche la cravatta negli ultimi anni ha rivisitato le mode di un tempo. A variare è soprattutto la dimensione che si allunga o si allarga a seconda dei cicli e delle piazze commerciali. Se in una città classica e istituzionale come Roma, sede dei palazzi del potere, la cravatta va sempre larga, da Milano a Palermo, oggi, i dettami del fashion, la vogliono stretta, dai sei agli otto centimetri al massimo, con un chiaro richiamo alla moda degli anni '50 e '60. L'inverno chiama la calda soffice e lana, e l'accessorio maschile per eccellenza non fa eccezione. Il colore varia dalla tinta unita, nelle nuance della terra, alla fantasia soprattutto quella geometrica su fondo scuro. Le versioni in seta, invece, sfoggiano i cosiddetti «disegni Marinella», dal nome del titolare della fabbrica e del negozio napoletano, noti in tutto il mondo. Persino l'attore Daniel Craig le indossa nell'ultimo film di James Bond, Skyfall. Elementi figurativi anche nel taglio di Battistoni, Hermes e Ferragamo. Il costo di una cravatta può raggiungere i cento euro per particolari griffe, ma ha una medie di poche decine di euro anche di discreta qualità. Un consiglio da dare agli aspiranti fashionisti è di astenersi assolutamente dai disegnini improbabili e dai colori troppo accesi, come il verde e l'arancione che vanno tanto tra i politici adesso, come richiamo di partito. La cravatta non è un simbolo ma un accessorio d'eleganza, si deve far notare senza urlare.


M. A.

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