Presidenza Ars, giochi quasi fatti: si allarga il consenso su Ardizzone

Intorno all’elezione del deputato dell’Udc iniziano a disegnarsi i nuovi equilibri. Larghe intese che possono estendere i confini dell’attuale coalizione di Crocetta (Pd, Udc, Api e Lista del presidente)

PALERMO. Crescono le quotazioni di Giovanni Ardizzone per la presidenza dell’Ars. E intorno all’elezione del deputato di lungo corso dell’Udc iniziano a disegnarsi i nuovi equilibri dell’Ars. Larghe intese che possono estendere i confini dell’attuale coalizione di Crocetta (Pd, Udc, Api e Lista del presidente).

Dando per scontato che il nucleo di voti della coalizione di Crocetta - 39 su 90 - resti compatto, al deputato messinese dovrebbero arrivare anche i 5 voti del Pid, probabilmente tutti o quasi i 5 voti di Grande Sud e almeno qualche voto di quanti si staccheranno dall’Mpa per guardare proprio al nuovo partito e al nuovo gruppo all’Ars di Crocetta. Una maggioranza che non mette al riparo da colpi di scena, visto che almeno il primo giorno serviranno 60 voti su 90, ma che alla seconda giornata di votazioni potrebbe bastare perchè servono solo 46 consensi.

Le trattative fra i partiti sono già iniziate in vista della prima seduta dell’Ars, fissata per il 4 dicembre. Il primo ad aprire è stato il Pid: anche ieri il segretario Rudy Maira ha confermato che «c'è il nostro endorsement sulla sua candidatura. Credo che Ardizzone possa ottenere la maggioranza qualificata prevista dalla prima votazione».

Decisive saranno le trattative sulle altre cariche da eleggere: dai due vicepresidenti ai vertici delle commissioni fino ai membri del consiglio di presidenza. E anche in questo senso Riccardo Savona (Grande Sud) suggerisce di «non arrivare al secondo giorno di votazioni, perchè se poi non si raggiungesse la maggioranza assoluta allora si passerebbe al ballottaggio fra i due migliori candidati dell’ultima votazione e la situazione rischierebbe di essere incontrollabile».

Savona è fra quanti hanno annunciato il sostegno ad Ardizzone e dietro di lui potrebbe muoversi l’intero gruppo di Grande Sud con cinque deputati. L’interesse dei gruppi in questa fase è quello di accrescere il proprio peso per rivendicare postazioni all’Ars e Grande Sud sta lavorando per attirare nel gruppo almeno altri due deputati da altri partiti.

Anche la Lista Crocetta farà un gruppo autonomo, proiezione del nuovo partito del presidente. A questo guardano gli scontenti dell’Mpa, a cominciare da Nicola D’Agostino ormai in rotta con Lombardo e il gruppo dirigente al punto da aver disertato il vertice di ieri a Enna. D’Agostino conferma che «non avrei difficoltà a votare per Ardizzone».
Formalmente tuttavia l’Udc ha solo rivendicato la presidenza dell’Assemblea senza indicare il nome del candidato. Il Pd ha dato la disponibilità a sostenere l’Udc.

Ma Antonello Cracolici, che già ha mostrato forti critiche sulla giunta, precisa: «È il gruppo parlamentare che vota il presidente dell’Ars, non i segretari di partito. Il gruppo non si è ancora riunito e a noi nessuno ha formalmente chiesto di votare per Ardizzone». Serve insomma qualche passaggio interno al Pd. Intanto però Cracolici getta un po’ d’acqua sul fuoco delle polemiche interne: «Non c’è una spaccatura fra me e Lumia».

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