Il governo Crocetta spacca il Pd

Si incrina l’asse Lumia-Cracolici, che ha rappresentato l’ala più influente negli ultimi anni. Esce premiata la corrente Innovazioni, quella di Nino Papania e Francantonio Genovese, che esprime l’unico assessore politico e aspira al ruolo di capogruppo all’Ars. Emergono i distinguo anche all’interno dell’ala bersaniana

PALERMO. Appena nato, il governo Crocetta già spacca il Pd e provoca la riscrittura della mappa delle alleanze interne al partito di maggioranza. Si incrina l’asse Lumia-Cracolici, che ha rappresentato l’ala più influente negli ultimi anni. Esce premiata la corrente Innovazioni, quella di Nino Papania e Francantonio Genovese, che esprime l’unico assessore politico e aspira al ruolo di capogruppo all’Ars. Emergono i distinguo anche all’interno dell’ala bersaniana. Ma Crocetta non si scompone: «Se ai partiti non piace questo modo di governare, torniamo alle urne e vediamo cosa ne pensano i siciliani che finalmente cominciano a diventare protagonisti».

La miccia è stato un tweet di Antonello Cracolici nei minuti successivi all’annuncio della squadra di Crocetta: «Vediamo quanto dura questo governo». È stato il via al fuoco amico sulla giunta: «Malessere nel Pd? È eufemistico definirlo così - esordisce il siracusano Bruno Marziano -. Non condivido neanche una virgola del metodo usato da Crocetta. Se ci avesse convocato spiegandoci il suo no ai deputati-assessori, mi sarei sacrificato volentieri. Ma così... Finora ho osservato, ora voglio capire come vanno le cose». Filippo Panarello, deputato messinese, vorrebbe non commentare. Poi però gli sfugge un giudizio dubitativo: «Vedremo alla prova dei fatti, valuteremo sui provvedimenti».
All’area Cracolici si iscrive anche Pippo Digiacomo. È l’area in cui rientra anche Concetta Raia, assessore in pectore per tutta la fase delle trattative tranne che nel giorno delle nomine. La corrente Cracolici contesta soprattutto la bocciatura dei deputati, che ha finito per chiudere le porte del governo e anche del vertice dell’Assemblea la cui candidatura è stata assegnata all’Udc. Di tutto questo Cracolici avrebbe duramente discusso venerdì sera con i vertici romani.

A Beppe Lumia si può attribuire il suggerimento della studentessa Nelli Scilabra come assessore alla Formazione. È lei, 29 anni, la vera sorpresa. E non a caso da Lumia non sono piovute critiche. Anzi, Pino Apprendi ex deputato vicino al senatore, si dice «stupito ma felice e orgoglioso». Giudizio opposto arriva da un altro assessore in pectore rimasto deputato, la bersaniana Mariella Maggio: «È sbagliato escludere a priori i deputati dalla giunta». Anche la Maggio non vorrebbe pronunciarsi sulla scelta della Scilabra. Poi però le sfugge che «se fosse stata una giovane di partito, magari... Ma qui siamo alla più totale inesperienza. Ho paura di quello che può accadere in un settore esplosivo come la formazione». La Scilabra, come Lumia, è stata anche fra le prime ad avvicinarsi al neonato partito di Crocetta e ciò preoccupa trasversalmente le varie anime del Pd.
Il renziano Davide Faraone, rimasto fuori dall’Ars, prova a usare la diplomazia: «Una giunta che é un pò novità, un pò lottizzazione, un po’ competenza, un pò inesperienza. Una macedonia. Va valutata sul campo. É giusto, con l'elezione diretta, che il presidente si assuma la responsabilità della scelta».

L’area bersaniana ha espresso apprezzamento attraverso Tonino Russo ed è stata premiata con un’altra sorpresa - Francesca Basilico D’Amelio all’Economia - ma soprattutto con la scelta di Mariella Lo Bello, segretaria uscente della Cgil di Agrigento, suggerita da Angelo Capodicasa per il Territorio. E pure gli ex margheritini di Innovazioni, forti di Nino Bartolotta alle Infrastrutture, promuovono la giunta: «Non è malaccio - sintetizza Nino Papania -. Forse poteva esserci qualche politico in più ma complessivamente mi pare che si parta bene». Papania avrebbe voluto in giunta il presidente dell’Anci, Giacomo Scala, ma ora ha il deputato trapanese Baldo Gucciardi in pole position per il ruolo di capogruppo all’Ars. Quello che fino a ora è stato di Cracolici.

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