Fondi Ue, Crocetta: cambio tre dirigenti

Riunione fiume a palazzo d’orleans. «affiderò la gestione degli incarichi ad altri funzionari»

PALERMO. La seconda settimana a Palazzo d’Orleans è iniziata per Rosario Crocetta con l’annuncio del cambio dei dirigenti che hanno avuto la responsabilità della spesa dei fondi europei. Il presidente ha preannunciato la «sostituzione dei superburocrati che stanno mettendo a rischio i fondi europei destinati alla Sicilia». Il principio è che «chi sbaglia, paga». Una mossa che, anticipata in conferenza stampa al mattino, è stata pianificata in una lunghissima riunione con lo staff ma che al momento di andare in stampa non aveva ancora portato a decisioni.

Nel mirino del presidente sono finiti almeno tre dirigenti. «Penso a una rotazione - ha detto al mattino Crocetta - e, poichè tutto nasce dall’emergenza per i fondi europei, non posso che cominciare da chi guida la Programmazione. Sarebbe surreale se non fosse così». Dunque è Felice Bonanno, scelto da Lombardo e gradito al Pd, il primo in bilico: anche se durante la giornata, complice un incontro fra i due, la sostituzione è sembrata meno certa. «Ci sono fondi spesi male e altri non spesi - ha detto il presidente - Su sei miliardi a disposizione, abbiamo speso 800 milioni. E di questi, 300 non si riescono a documentare all’Ue». È il caso delle somme bloccate in estate per errori nella certificazione. Somme che tengono bloccati tutti i finanziamenti maturati successivamente: «Se entro 15 giorni non sblocchiamo i soldi, rischiamo di perdere sei miliardi» ha detto Crocetta. Allarmato anche per via della lettera con cui Bruxelles ha chiesto di accelerare la spesa dei fondi non bloccati ma rimasti nei cassetti: altri 881 milioni.

Una situazione incandescente. Crocetta ha indicato nell’assessorato al Turismo una delle strutture che è risultata più in difficoltà con i fondi europei: «Lì i soldi, invece di essere spesi per investimenti strutturali, sono stati impiegati in manifestazioni». Alla guida del dipartimento Turismo c’è Marco Salerno, dirigente vicino ai finiani.
Fin da quando è stato eletto Crocetta ha indicato anche in Ludovico Albert uno dei dirigenti da sostituire: il manager piemontese guida il delicato dipartimento Formazione, uno di quelli che ha più fondi provenienti da Bruxelles. Il presidente ieri ha riunito a lungo proprio i dirigenti finiti nel mirino: a Palazzo d’Orleans nel primo pomeriggio sono arrivati Albert, Bonanno e i responsabili degli uffici di controllo. Crocetta ha chiesto una relazione dettagliata sui tempi da rispettare e sulle misure da attuare per evitare di perdere i soldi europei.
Ieri indiscrezioni provenienti da Palazzo d’Orleans indicavano almeno altri due dirigenti sotto esame. Si tratta di Gesualdo Campo (uno dei burocrati più vicini a Lombardo, alla guida dei Beni culturali) e Pietro Tolomeo che si occupa del Corpo forestale. Ma il presidente in conferenza stampa non ha fatto riferimenti diretti a loro. Ha precisato però, Crocetta, qual è la strada amministrativa da seguire visto che una vera e propria manovra di spoils system è rinviata a quando l’intera giunta sarà in carica: «Per ora farò solo qualche rotazione affidando ad interim i dipartimenti che si occupano dei fondi europei ad altri dirigenti interni». Ai rimossi dovrebbe andare un altro incarico, tranne Albert che è un esterno.
Il presidente ha anche annunciato la pubblicazione a giorni di un bando con cui verranno selezionati dirigenti e funzionari della Regione che volontariamente si trasferiranno negli enti locali: «Così chi vorrà potrà avvicinarsi alla propria località di residenza mentre gli enti locali potranno sfruttare professionalità che arrivano dalla Regione». Sostegno all’azione del presidente è stato dichiarato ieri dal Movimento Territorio di Nello Dipasquale e Salvo Andò, che pure hanno creato all’Ars un gruppo autonomo.

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