Sei cliniche su otto nel Messinese rischiano di chiudere

In bilico oltre un migliaio di posto di lavoro diretti ed altrettanti sviluppati dal cosiddetto indotto. E' l'effetto dei nuovi standard opsedalieri previsto da un decreto annunciato dal ministero della Salute, non ancora operativo, che dovrà essere esaminato dalla conferenza Stato-Regione

MESSINA. Sei cliniche su otto esistenti sul territorio messinese rischiano di chiudere i battenti. In bilico oltre un migliaio di posto di lavoro diretti ed altrettanti sviluppati dal cosiddetto indotto. E' l'effetto dei nuovi standard opsedalieri previsto da un decreto annunciato dal ministero della Salute, non ancora operativo, che dovrà essere esaminato dalla conferenza Stato-Regione. In pratica, secondo il decreto, non avranno accreditamento al sistema sanitario nazionale le cliniche che hanno meno di ottanta posti letto riservati ai cosidetti pazienti acuti. Sul territorio nazionale rischiano il 63% delle cliniche provate. Su quello regionale rischiano 44 cliniche su 53. A Messina la massima percentuale:sei su otto cliniche non rispondono agli snadrad chiesti dalle norme in itinere. Questo perchè, attraverso diversi correttivi chiesti nel tempo dalla reione i posti letto di cui sono dotati le cliniche sono in effetti in molti casi più di ottanta ma una parte di questi sono riservati alla riabilitazione o ad altre specialità sanitarie. In fermento i rappresentanti dell'ospedalità privata. L'ex presidente della commissione sanità Giuseppe Laccoto, pd e Giuseppe Picciolo (entrambi messinesi), deputato regionale del partito dei siciliani, hanno già allertato il presidente della Regione Crocetta e lo stesso ministero chiedendo di rivedere il decreto.

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