Anomalia cardiaca, primo intervento all’0spedale S. Elia

Equipe nissena opera un’atleta.La paziente, della quale non sono state fornite le generalità, potrà presto tornare a svolgere l’attività agonistica

CALTANISSETTA. Primo intervento per guarire un forame ovale pervio. È la stessa sindrome che ha colpito, per intenderci, il giocatore dell’Inter Antonio Cassano. Preceduto da un lavoro multidisciplinare che ha impegnato i medici di ben tre reparti, il primario di Neurologia Michele Vecchio, i cardiologi Felice Rindone e Giuseppe Gruttadauria (che hanno eseguito l’ecocardiografia), l’intervento è stato eseguito da Francesco Amico, responsabile dell’Unità Operativa di Emodinamica, ormai fiore all’occhiello dell’Ospedale Sant’Elia. La giovane atleta nissena di quarant’anni, che adesso sta bene e che potrà continuare ad allenarsi, era stata colpita da quello che all’apparenza poteva sembrare un ictus e che in realtà era dovuto ad una malformazione cardiaca. In realtà il lavoro multidisciplinare di equipe è servito proprio ad individuare le cause della paresi, insolita per una donna di quella età. «Le esperienze multidisciplinari – ha sottolineato il primario di Neurologia Michele Vecchio – sono quelle che faranno della nostra una sanità all’avanguardia. Caltanissetta per altro tramite decreto è stata inserita all’interno della rete Stroke, dedicata all’Ictus che oggi è la seconda causa di mortalità nonché la prima per quanto riguarda le disabilità. Essere “Centro Stroke di II livello” ci consente di curare i pazienti con terapie innovative. Oggi qui siamo in grado di fare ciò che fino a qualche anno fa era impossibile. È importante dunque che i pazienti della nostra provincia vengano messi a conoscenza che è possibile operarsi quì e non è necessario rivolgersi ad altri ospedali. In questo modo eliminiamo la migrazione sanitaria che ogni anno porta 400 milioni di euro di mobilità verso altre regioni». Nel reparto di Emodinamica sono già stati eseguiti con successo circa un migliaio di interventi. «Nel caso specifico della paziente – sottolinea il dottore Francesco Amico – abbiamo inserito tra l’atrio destro e l’atrio sinistro della paziente un device, vale a dire una protesi che chiude come un tappo il forame. L’operazione è stata eseguita in venti minuti con la paziente sveglia». Un altro tassello dunque che si aggiunge ad una sanità che oggi sta cambiando in meglio per quanto riguarda l’innovazione e la qualità.

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