Niscemi, il Consiglio boccia l’aumento dell’Irpef

L'opposizione ha contestato duramente l'amministrazione per l'ennesima proposta di aumento delle tasse ai cittadini

NISCEMI. Bocciata dal consiglio comunale la proposta dell'amministrazione La Rosa di aumentare al massimo l'addizionale comunale Irpef. L'indirizzo dell'esecutivo di innalzare per l'esercizio finanziario 2012 l'addizionale comunale Irpef dallo 0,6 allo 0,8%, che avrebbe prodotto un gettito maggiore per le casse comunali di 190 mila euro, è stato respinto dall'opposizione che ha duramente contestato l'amministrazione per l'ennesima proposta di aumento delle tasse ai cittadini.

Gli esponenti dei partiti che hanno votato contro - Gianluca Cutrona (Pd), Luigi Virone (Grande Sud), Carmelo Giugno (Mpa), Francesco Alesci (Niscemi Democratica), Sandro Tizza (Idv) - così giustificano la loro decisione: «Abbiamo ritenuto inaccettabile la proposta dell'amministrazione comunale, rispedendola al mittente, visto che non più tardi di due settimane fa aveva già aumentato le aliquote Imu per l'anno 2012.

Non è possibile tartassare in questo modo i nostri cittadini, che sicuramente in questo Natale saranno più poveri ed in difficoltà degli anni scorsi. Infatti, sono in arrivo conguagli spaventosi delle bollette del gas, mentre i prezzi dei generi di maggior consumo aumentano a dismisura e purtroppo non si vedono segnali di ripresa economica nella nostra città che sprofonda giorno dopo giorno nella povertà più assoluta.

Consapevoli di questa situazione, sollecitiamo, come richiesto più volte, che l'amministrazione comunale dia l'esempio per prima decurtando le indennità del sindaco e degli assessori del 30% (con un conseguente risparmio di circa 20 mila euro l'anno)». L'opposizione suggerisce anche di scovare ancor di più gli evasori fiscali, di aumentare le pratiche di sanatoria per avere un maggiore gettito e di gestire meglio la spesa pubblica.

Il gruppo consiliare dell'Idv ha presentato anche una mozione per l'applicazione progressiva dell'addizionale Irpef, secondo questo prospetto: esenzione per i redditi sino a 15.000 euro; da 15.001 a 28.000 euro, 0.3% di addizionale; da 28.001 a 55.000 euro, 0.4%; da 55.001 a 75.000 euro, 0.5%; oltre 75.000 euro di reddito si applica il massimo, cioè lo 0.8%

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