Regione, buco di 14 milioni sui mutui

L’ultima scommessa dell'amministrazione è un accordo con le banche per provare a incassare una trentina di milioni e turare parte delle falle aperte a causa del cattivo rendimento delle operazioni finanziarie

PALERMO. L’ultima scommessa della Regione è un accordo con le banche per provare a incassare una trentina di milioni e turare parte delle falle aperte a causa del cattivo rendimento delle operazioni finanziarie attivate sui mutui, che stanno provocando perdite per 14 milioni all’anno. L’assessorato all’Economia sta provando a interrompere i cosiddetti derivati, cioè i contratti con gli istituti di credito fatti dai vecchi governi di Totò Cuffaro per provare a dare copertura al rischio di innalzamento dei tassi variabili sui mutui già contratti. Una scommessa, appunto, sull’andamento dei tassi di interesse.

Due giorni fa l’assessorato all’Economia ha chiesto un parere all’Ufficio legislativo e legale per avere un supporto giuridico che legittimi una trattativa avviata, nel pieno della fase dimissionaria del governo Lombardo, con la prima banca che rientra nella manovra. «La Royal Bank of Scotland - spiega Maurizio Pirillo, capo di gabinetto dell’assessorato all’Economia - ci ha chiesto di sciogliere il contratto di swap (un particolare tipo di derivato) perchè non è più conveniente per lei. E noi stiamo procedendo in questo senso». In pratica, la Regione ha chiuso negli anni scorsi contratti con 6 banche prevedendo che se gli interessi dei vari mutui si attestano su una soglia fissata fra un minimo e un massimo, è la Regione a incassare un premio dalla banca. Se invece il tasso di interesse si discosta dalla forbice prevista nel contratto è la Regione a versare un premio all’istituto di credito.

Sono operazioni molto rischiose che il governo nazionale e la Corte dei Conti da tempo hanno sconsigliato. «Fino a ora - spiega ancora Pirillo - noi abbiamo guadagnato sul contratto con la Royal Bank of Scotland e stiamo perdendo circa 14 milioni all’anno su tutti gli altri contratti per derivati». L’operazione che adesso l’assessorato sta tentando mira a sventare una minaccia che si sta sempre più concretizzando, come l’assessore uscente Gaetano Armao ha segnalato per iscritto in una relazione destinata al nuovo governo: se il rating - il giudizio sull’affidabilità dei conti della Regione fatto da agenzie internazionali specializzate - dovesse calare ancora scatterebbero delle clausole che consentono alle banche di ottenere in un’unica soluzione l’intero valore dei contratti di derivati. «Il rischio è - ha scritto Armao - di dover versare all'improvviso fra i 300 e 320 milioni». Tutto ciò, spiegano alla Regione, non riguarda invece il capitale chiesto al momento dell’attivazione del mutuo, che verrebbe restituito con i tempi previsti inizialmente.

I contratti di derivati su cui la Regione sta perdendo di più sono quelli attivati con la Nomura e la Merrill Lynch perchè, spiega Pirillo, «avevano fin dalla stipula una forbice che individua l’interesse a nostro vantaggio molto stretta e per questo motivo si sono invece verificate presto le condizioni più vantaggiose per le banche». L’obiettivo è dunque incassare da Royal Bank of Scotland il premio offerto dall’istituto per fermare adesso il contratto e girare le somme per chiudere anticipatamente almeno due degli altri 5 derivati pagando ovviamente le penali.

Nel frattempo l’assessorato ha completato l’indagine interna sulle condizioni dell’accordo con Nomura e ha deciso di inviare le carte alla Procura della Corte dei Conti che su questa operazione bancaria vuole vederci chiaro.
Il quadro generale in cui si muove l’assessorato è quello della ristrutturazione del debito - in totale la Regione ha mutui per 5,3 miliardi - in modo da sottrarlo alle oscillazioni del mercato che rischiano di creare un ulteriore danno economico. Ma si tratta anche di operazioni che l’assessorato sta portando avanti mentre è in corso la successione dal vecchio al nuovo governo e su cui con ogni probabilità l’amministrazione Crocetta vorrà esprimersi.

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