Santa Caterina, addizionale Irpef per fare quadrare i conti

Si corre ai ripari al palazzo municipale, dove per far quadrare i conti di un bilancio al momento impossibile da chiudere, è stata approvata l’istituzione dell’addizionale comunale Irpef con i soli voti della maggioranza consiliare

SANTA CATERINA. Si corre ai ripari al palazzo municipale, dove per far quadrare i conti di un bilancio al momento impossibile da chiudere, è stata approvata l’istituzione dell’addizionale comunale Irpef con i soli voti della maggioranza consiliare. Hanno espresso voto contrario invece i quattro consiglieri di minoranza, secondo i quali l’introduzione del tributo non servirà comunque a risanare le finanze. «Così facendo – sostiene l’assessore al bilancio Calogero Rizza – la minoranza non vuol fare nulla per cercare di salvare il Comune da un sempre più probabile dissesto finanziario. L’attuale amministrazione, guidata dal sindaco Michelangelo Saporito, ha ereditato una gravissima situazione di indebitamento e si sta facendo l’impossibile per salvaguardare la città dal tracollo. L’istituzione di un’addizionale Irpef leggera va proprio in direzione del risanamento ed è un atto di responsabilità dei consiglieri». Date le precarie condizioni economiche dell’Ente, gli uffici di ragioneria avevano proposto l’applicazione delle aliquote massime previste per legge, ovvero di 0,80 per cento per tutte le fasce di reddito. Ma su proposta del presidente del Consiglio Vincenzo Milazzo, la maggioranza ha deciso di approvare le tariffe minime e variabili in base al reddito. Nello specifico, saranno esenti dal pagamento coloro i quali hanno un reddito inferiore a 7.500 euro. Per gli altri sono invece previste cinque fasce che vanno da 0,20 per cento (quindi 15 euro l’anno) per i redditi più bassi allo 0,80 per cento (da 300 euro annue in su) per chi supera la soglia di reddito di 75.000 euro. Nella stessa seduta sono state poi approvate le aliquote di base dell’Imposta municipale propria, ovvero 0,40 per mille per la prima casa e 0,76 per mille per la seconda casa e confermate le tariffe Tarsu in vigore dal 2008.

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