Mussomeli, salvato il crocifisso trovato tra i rifiuti

L’opera, risalente agli inizi del ’700, era stata trovata dentro un magazzino del cimitero

MUSSOMELI. Un crocifisso a pezzi riposto dentro un sacco nero della spazzatura, custodito poi in uno scatolo e abbandonato- come un rifiuto pronto per essere gettato- all’interno dell’ex chiesa del cimitero, oramai diventato un deposito comunale.


Una scoperta, compiuta dall'architetto Giuseppe Maria Spera e dal fotografo del Giornale di Sicilia Salvatore Catalano, che fece scalpore. Troppo antica l'opera per non suscitare l'indignazione, troppo bello il volto del Cristo per non accendere negli amanti del bello e della storia l'interesse affinché quella statua venisse salvata o evitasse di finire in una discarica. Il rinvenimento avvenne a giugno, questo giornale ne riportò la notizia ed il giorno dopo la pubblicazione i carabinieri della stazione sequestrano il crocifisso. La Soprintendenza ai beni culturali di Caltanissetta mostrò subito interesse alla storia. Il giorno del sequestro il funzionario dei beni culturali, Cris Nucera, arrivò per vedere la scultura- che tranne per il viso- è stata ridotta in poltiglia, impegnandosi a compiere una perizia. Intanto la Procura mise il crocifisso sotto sequestro. Mentre il dissequestro è arrivato pochi giorni fa. Ieri mattina i carabinieri della Stazione, i marescialli Antonio Marasco e Tiziana Anzalone, hanno consegnato alla Soprintendenza il crocifisso che risale al periodo tra la fine del '600 e l'inizio del '700.
Un servizio sul Giornale di Sicilia di oggi, edizione di Caltanissetta.

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