Pneumologi contro il fumo: "Servono prevenzioni e farmaci"

L'allarme degli esperti: "Tra 10-15 anni ci saranno più persone che moriranno per cancro al polmone, broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), enfisema polmonare, insufficienza respiratoria"

CATANIA. Tra 10-15 anni ci saranno più persone che moriranno per cancro al polmone, broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), enfisema polmonare, insufficienza respiratoria. Tutto ciò si potrà contenere con la prevenzione e con la possibilità di poter disporre di farmaci più efficaci. È l'allarme lanciato dagli pneumologi riuniti in congresso in questi giorni a Catania in occasione del congresso nazionale dell'Unione Italiana per la Pneumologia. Gli esperti italiani e stranieri riuniti a Catania hanno sottolineato che la battaglia contro il fumo di tabacco è tutt'altro che vinta ed evidenziato che l'abitudine alla sigaretta provoca il cancro ai polmoni ma anche tante altre patologie alle vie aeree sia di carattere ostruttivo sia di tipo restrittivo.

"È ormai noto - ha osservato il presidente degli pneumologi italiani, Giuseppe Di Maria - che il fumo non è solo causa del cancro ai polmoni, bensì di una molteplicità di malattie respiratorie sia di tipo ostruttivo che di tipo restrittivo. Il fumo di sigaretta è in aumento: nel nostro Paese circa il 30% della popolazione adulta fuma». Sappiamo che il fumo - ha detto il professor Jay Nadel, Internal Medicine and Pulmonary Disease, Università di San Francisco - può veramente ammazzare le persone. Ma il fumo di sigaretta non è l'unica causa che causa l'insorgere di malattie come la Bpco. In Sudamerica, ad esempio, è il fumo del fuoco utilizzato per cucinare a mettere in pericolo le donne".

"Per quanto riguarda i bambini - ha proseguito nadel - il rischio è ancora maggiore e dipende da quanto fumano i genitori, quanto fumo insomma entra in casa. Il pericolo è che questi bambini non sviluppano bene i polmoni". "È un problema serio - ha concluso Nadel - ma la verità è che nell'ambiente ci sono molti fumi che possono essere potenzialmente pericolosi, primo fra tutti l'inquinamento atmosferico nelle città".

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