Miccoli da impazzire

Il Palermo agguanta la prima vittoria dell'anno contro il Chievo. Un 4 a 1 che porta la firma del capitano, autore di una tripletta pazzesca, con l'assist per Giorni. Respira Gasperini: rosanero non più ultimi

PALERMO. Cambiano gli allenatori, si alternano i dirigenti (oggi la prima al Barbera per Pietro Lo Monaco). Una cosa non cambia mai. Fabrizio Miccoli è l'unico valore aggiunto di questa squadra. È l'unico, in questa fase in cui si sta ricostruendo tutto da zero, che può tirare fuori il Palermo dalle sabbie mobili. Col 4-1 sul Chievo il Palermo si prende una bella boccata d'ossigeno. I tre gol del capitano, che si porta il pallone a casa, ridanno fiducia a una squadra in depressione e portano il Palermo di nuovo un po' più lontano dall'ultimo posto, posizione alla quale i rosa non sono abituati. Gasperini sapeva che avrebbe sofferto nelle prime giornate. Forse è per questo che ha voluto tenersi stretto il jolly per la prima partita in casa. Certo, adesso si sprecheranno i giudizi sul nuovo allenatore e sul mancato utilizzo di Miccoli nelle prime due gare. Chi dirà che ha sbagliato a non schierarlo mai dal primo minuto fino ad oggi. E chi, invece, penserà che Miccoli non avrebbe fatto questa prestazione se avesse giocato a Bergamo e a Pescara. Insomma, oggi al Barbera si è rimasti abbagliati dalle prodezze di Miccoli e quindi almeno per una sera non sottolineiamo più di tanto le paure e qualche amnesia difensiva in particolare nei calci piazzati.

Ci pensa Fabrizio Miccoli al 13' con una magistrale punizione a portare avanti i suoi. Dopo tredici minuti, dunque, una sentenza è già scritta. Se ci si vuole tirare fuori da questo momento di buio cosmico, non si può fare a meno del capitano. E con Miccoli arriva finalmente il gol di una punta. Il capitano, con la sua magia, scaccia via le paure di inizio gara, in cui era stato il Chievo a essere più pericoloso, in particolare al 7' quando la conclusione di Rigoni si è spenta di un soffio al lato della porta di Ujkani. I rosa continuano a essere pericolosi sui calci piazzati. Su un calcio d'angolo di Miccoli, Sorrentino è pronto a respingere  il colpo di testa di Donati. Non passa neanche un minuti, però, e arriva il pari del Chievo. Un pareggio che arriva in maniera rocambolesca con Rigoni che segna direttamente da calcio d'angolo senza che nessuno tocchi il pallone. Ancora una volta, l'uscita di Ujkani lascia perplessi.  La rete del Chievo fa rituffare il Palermo in una sorta di torpore che blocca le gambe degli uomini di Gasperini. L'ambiente indispettito dal gioco e i risultati di certo non aiuta. Al primo passaggio sbagliato, o al primo controllo di palla ciccato, piovono giu sempre fischi dagli spalti. E meno male che tutto ciò accade, mentre il Chievo decide di prendere in mano la partita, ma di non spingere mai veramente sull'acceleratore.

Il secondo tempo comincia subito con la prima mossa di Gaseprini che toglie Mantovani e mette Giorgi, con Garcia che va a fare i terzo di difesa. L'ex Siena ha un buon impatto sulla gara, ma i rosa non sembrano trovare la chiave giusta per aprire la difesa del Chievo, la chiave magari non c'è, ma Fabrizio Miccoli, sì. Il numero 10 al 59' si porta a spasso la difesa ospite e infilza Sorrentino sul primo palo. La rete di Miccoli è la numero 1.000 in Serie A del Palermo. I rosanero, però, ultimamente "amano" complicarsi le cose. E dopo due minuti dal nuovo vantaggio, rimangono in dieci per il doppio giallo a Brienza. Nonostante l'inferiorità numerica, il Palermo ha il merito di non abbassarsi troppo e di continuare a fare la partita per sfruttare il momento positivo. Prende il solito spavento su un altro calcio d'angolo battuto da Rigoni e deviato sul palo da Moscardelli. Ma Giorgi, dopo ennesima ubriacatura di Miccoli, chiude i giochi all'80. Ma il meglio deve ancora venire. Miccoli inventa quella che probabilmente è la rete più bella della sua storia a Palermo. Una palla innocua vagante a centrocampo, Barreto appoggia di testa al capitano, che fa la cosa più impensabile. Colpire al volo da metà campo e scavalcare Sorrentino. I 12 mila del Barbera ai piedi del loro re, con Gasperini che si mette le mani sui capelli per quello che ha appena visto e l'arbitro Bergonzi che stringe la mano al Romario del Salento. Al quale Gasperini riserva la standing ovation con la sostituzione per Hernandez.

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