Incendi, ancora roghi in tutta la Sicilia: sarà chiesto lo stato di calamità

Fiamme a Tusa, in provincia di Messina, a Cefalù e a Rometta Zanclea. Disagi pure a Trapani, nell'Agrigentino e nell'Ennese. In azione vigili del fuoco e Canadair in tutta l'Isola

PALERMO. «Chiederò lo stato di calamità naturale alla giunta di governo, e unitamente al collega preposto all'Economia dovremo trovare le risorse necessarie per assegnare ulteriori fondi al comando del Corpo forestale in modo da prolungare la stagione per i lavoratori antincendio, unico  baluardo a difesa di una Sicilia che sta bruciando». Lo afferma Alessandro Aricò, assessore regionale al Territorio ed Ambiente sottolineando che «nonostante i massicci interventi di uomini e mezzi la situazione sul fronte antincendio rimane gravissima con grandi rischi di perdita di vite umane e del nostro patrimonio naturale».

«Sono ventitrè gli incendi segnalati solo nella giornata di oggi - aggiunge -  piu alcuni focolai che se non attenzionati per tempo potrebbero propagarsi velocemente. Esempio emblematico sono le fiamme che da diverse ore avvolgono la storica faggeta di Polizzi Generosa e che lambiscono l'insediamento di Abies Nebrodensis, una pianta rara che attraverso il Parco delle Madonie è stata oggetto di ricerca scientifica ed investimenti
da parte della Regione».

LA SITUAZIONE - Il fuoco ha aperto nuovi fronti a Tusa, in provincia di Messina e a Cefalù, in provincia di Palermo. L'incendio più devastante é quello che, partito dalle campagne di Pettineo, è arrivato in contrada Ippolito. Il sindaco di Tusa, Angelo Tudisca, ha disposto l'evacuazione di case e aziende di allevamento. Decine le persone in fuga dalle fiamme che ora si stano indirizzando verso il litorale. A Cefalù l'incendio, alimentato dal vento di scirocco, è ripartito in contrada Allegracuore e sta distruggendo boschi e vegetazione mediterranea. Il sindaco Rosario Lapunzina ha chiesto l'intervento di mezzi aerei. Altri incendi sono divampati a Caccamo e Monreale in provincia di Palermo e nell'ennese.


NEL TRAPANESE - Un incendio sta devastando il monte Bonifato, nel trapanese, ai cui piedi sorge il comune di Alcamo. Su parte della montagna è stata istituita la riserva naturale bosco di Alcamo. Testimoni dicono che il rogo è immenso e che finora non sono intervenuti mezzi aerei. Due giorni fa un altro rogo era stato spento sullo stesso monte.

NEL MESSINESE - Numerosi incendi continuano a bruciare in tutta la zona tirrenica di Messina. la situazione più critica a Rometta Superiore, Venetico e a Tusa. A Rometta Superiore da stamattina sono impegnate numerose squadre di vigili del fuoco di Messina. Le fiamme hanno circondato il paese e si è reso necessario l'intervento di un canadair.
E' ripreso ma è rallentato il traffico ferroviario sulla linea Messina - Palermo, interrotto,
stamattina, per due incendi che hanno interessato i binari tra Tusa e Pollina e nella stazione di Santo Stefano di Camastra. Per consentire ai vigili del fuoco di spegnere le fiamme, i tratti di linea interessati sono stati esclusi dalla circolazione che è proseguita utilizzando come terminali del servizio le stazioni di Tusa, Caronia, Cefalù e Sant'Agata.


NELL'AGRIGENTINO - Un incendio di canneto e sterpaglie ha devastato l'intero costone di contrada Vincenzella, quello che si affaccia sulla via Lincoln di Porto Empedocle (Ag). I vigili del fuoco hanno lavorato quasi cinque ore prima di avere la meglio sui diversi focolai. Non si sono registrati danni a cose o persone.


NEL PALERMITANO - Un vasto incendio ha causato la chiusura dell'autostrada A19 Palermo-Catania nel tratto compreso tra Trabia e la zona industriale, in direzione del capoluogo etneo. Le auto sono dirottate sulla statale 113.

PAURA NEL PARCO DELLE MADONIE - «Questa volta le fiamme sono arrivate al cuore dell'are protetta. Il Parco naturale delle Madonie rischia di vedere andare in fumo posti unici al mondo come il Vallone Madonna degli Angeli e la Faggeta delle Madonie,
la più a sud d'Europa. Minacciati dalle fiamme anche i preziosissimi Abies nebrodensis, endemismo del Parco delle Madonie che ne custodisce gli ultimi 30 esemplari al mondo». Lo dice il presidente del parco Angelo Pizzuto. «Bisogna convogliare immediatamente tutti i mezzi terrestri nel luogo dell'incendio - afferma Pizzuto - purtroppo le fiamme sono partite nel tardo pomeriggio ed il calar della sera impedisce di intervenire con l'ausilio dei mezzi aerei. Si deve fare presto, ad ogni minuto che passa il fuoco può cancellare millenni di storia, portando via per sempre un patrimonio inestimabile. Se non si interviene in tempo questa volta si rischia davvero una catastrofe ambientale». 

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