Conti del Comune di Palermo? Nessun buco in bilancio

Sui conti del Comune e su un eventuale buco di bilancio non ci sono mai state due verità, o avevo ragione io, oppure avevano ragione quelli che sostenevano il contrario, non ci sono mai state vie di mezzo. Nè su questioni di tal genere si possono esprimere opinioni, perché i numeri sono argomenti testardi e le spese devono corrispondere alle entrate.
Se questo non succede si verificano due opposti scenari: se le previsioni di spesa sono state superiori alle previsioni di entrata si determina un disavanzo, con il rischio del dissesto, se invece le previsioni di spesa sono state inferiori alle previsioni di entrata si realizza un avanzo.
In questo ultimo caso è impossibile matematicamente che vi sia un buco di bilancio, sarebbe una contraddizione in termini. Questo significa che l'approvazione del rendiconto consuntivo certifica che il bilancio è sano ed in equilibrio. Nonostante sull'argomento io avessi più volte dato, almeno ritenevo, numerose informazioni anche dettagliate, buchi, default, dissesto e rischio crac del Comune di Palermo hanno continuato ad occupare gli spazi della cronaca politica-economica degli ultimi mesi. Tutto questo poteva avere una spiegazione nel fatto che le informazioni venivano fornite da entrambe le parti e, in assenza di documenti probanti la veridicità dell'una o dell'altra affermazione, i redattori avevano il dovere di rappresentare entrambe le posizioni. Oggi la situazione è radicalmente cambiata perché il consiglio comunale e la giunta Orlando prima hanno approvato il rendiconto consuntivo relativo al 2011, ultimo anno della mia gestione, con un avanzo di sei milioni di euro che potrà essere utilizzato nel bilancio 2012. Questo esclude che la mia amministrazione abbia lasciato un buco di bilancio e lo esclude per tabulas. Chi lo avrebbe mai detto che la certificazione della regolarità dei conti del comune sarebbe arrivata proprio da Orlando? Il destino é talvolta beffardo. Non sono interessato a polemiche di alcun tipo ma solo all'affermazione della verità. Concludo riportando un passaggio significativo della relazione sui conti del Comune che mi feci fare dal Ragioniere Generale quando mi dimisi, non perché fosse obbligatoria per legge ma perché pensai che era meglio prevenir la sorte.
«Le brevi considerazioni che seguono vorranno essere acquisite ad illustrazione dello stato dei conti del Comune e della struttura degli equilibri di bilancio. Il Comune di Palermo ha subito nell'ultimo triennio una significativa riduzione dei trasferimenti erariali». Ciò ha portato a riconsiderare la spesa corrente da programmare (nel 2006 era di 850 milioni) e attraverso i tagli operati dall'amministrazione comunale la spesa corrente per il 2011 si è attestata in sede di previsione su circa 770 milioni (ottanta milioni in meno in cinque anni).
«Rispetto poi alla dimensione del debito pubblico dello Stato che incide, come noto, per ogni cittadino della Repubblica per un importo superiore ai 33 mila euro, quello del Comune di Palermo risulta il più basso tra le grandi città. Basti pensare al riguardo che il debito pro capite del comune di Torino è pari a 3519,7, quello di Milano a 3036,10, quello di Genova a 2172,60, quello di Catania a 1759,80, quello di Napoli a 1649,70, quello di Firenze a 1353,80, quello di Venezia a 1375,60 e così via, mentre quello di Palermo è pari a 484 euro».
«Tale risultato è stato conseguito attraverso l'adozione di diverse misure di contenimento della spesa e ristrutturazione della struttura di bilancio, che vanno dalla drastica riduzione del ricorso all'indebitamento per finanziare la spesa in conto capitale, alla rimodulazione del debito avvenuta con l'emissione del primo prestito obbligazionario del comune, all'estinzione anticipata di mutui con applicazione dell'avanzo di amministrazione».
Ancora qualche settimana fa il Sole 24 ore nel commentare i risultati delle analisi della spending review e le refluenze che avrebbe avuto sulle amministrazioni locali riportava un dato, anche questo incontrovertibile, sui costi intermedi dei comuni e Palermo risultava con riferimento al 2011 tra i comuni più virtuosi, tra i «meno spendaccioni» come sottolineato nell'articolo del Giornale di Sicilia del 22 agosto 2012.

* EX SINDACO DI PALERMO

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