Regione, stop ai pagamenti per i fornitori

Una manovra necessaria per garantire gli stipendi al personale e ai forestali e avviare i corsi di formazione. Per le aziende che attendevano i pagamenti, pronti da essere liquidati dalla banca, se ne riparlerà a partire da gennaio

PALERMO. La Regione chiude il «rubinetto» dei pagamenti ai fornitori in modo da garantire gli stipendi al personale e ai forestali e avviare i corsi di formazione. Per le aziende che attendevano i pagamenti, pronti da essere liquidati dalla banca, se ne riparlerà a partire da gennaio.
Il governo ha così momentaneamente risolto l’emergenza legata al blocco della spesa a causa del patto di stabilità: in sostanza l’amministrazione rischiava di sforare il tetto di spesa imposto da Roma, andando incontro a sanzioni economiche pesantissime. Nel 2012 questo limite ammonta a 5,2 miliardi su un un bilancio di 27 miliardi. Per garantire i pagamenti, la Regione ha ridistribuito i margini di spesa, togliendo qualcosa in alcuni dipartimenti e garantendo altri settori. C’è però un’altra strada seguita dall’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, che proverà a convincere il premier Mario Monti della necessità di allargare le maglie del patto di stabilità per l’isola, dal momento che frenerebbero pure gli investimenti.
Al momento, il «salvagente» è arrivato da circa un miliardo di euro di mandati in pagamento: Lombardo ha preferito far slittare di qualche mese i bonifici per le imprese, per un importo di almeno 200 milioni, garantendo subito gli stipendi e il personale. La spesa è stata così sbloccata. L’allarme era scoppiato in pieno agosto. La giunta regionale aveva fatto due conti e si era trovata davanti alla possibilità di spendere un miliardo circa fino a fine anno, mentre i vari dipartimenti avanzavano richieste per 2,6 miliardi. Il «disavanzo» era - ed è - di 1,4 miliardi di euro e a reclamare continua ad esserci mezza Sicilia: i 27 mila forestali attendono lo stipendio, gli ottomila dipendenti della Formazione l’avvio dei corsi, i Comuni chiedono i trasferimenti perchè pure le indennità degli impiegati sono a rischio. Davanti a questa emergenza totale, la giunta la scorsa settimana ha preso una decisione: garantire subito gli stipendi, la scuola e gli investimenti comunitari. Da qui la scelta di «sacrificare» per qualche mese le imprese private.
La mossa di Palazzo d’Orleans riguarda un miliardo di euro di cosiddetti «titoli in resta», cioè pagamenti emessi ma ancora da liquidare, già calcolati nel patto di stabilità. L’assessorato al Bilancio, in sostanza, assieme alla cassa regionale, avvierà un monitoraggio sui pagamenti dando il via libera solo agli stipendi. Il resto, che siano forniture di beni e servizi, manutenzione o lavori edili, slitterà al primo gennaio. Secondo gli uffici, saranno recuperati, per difetto, almeno 200 milioni di euro di pagamenti di forniture, grazie al loro slittamento al prossimo anno.
Dovrebbero così ricevere subito il via libera 100 milioni di euro circa in più per i Comuni, così come era stato richiesto dall’assessore Nicola Vernuccio. Ai forestali sono stati assicurati su base annua 190 milioni al dipartimento Azienda foreste e 190 al Corpo forestale. Alla Formazione sono stati garantiti 500 milioni di euro di impegni, che garantiranno l’avvio dei corsi così come rivendicato dall’assessore Accursio Gallo. E ancora, sono stati assicurati impegni di spesa complessivi per 470 milioni per i trasporti. Con 300 milioni è stata pagata pure la seconda rata dei mutui, mentre per i rifiuti la cifra totale concessa è di 350 milioni e altri 50 milioni sono stati stanziati all’Energia per la metanizzazione nei Comuni.
Tutta la restante spesa slitterà al 2013. A cominciare dai pagamenti dei 25 mila scrutatori impegnati nelle elezioni regionali fino a 600 spettacoli del Circuito del mito. Per fronteggiare l’emergenza, infatti, gli uffici del Bilancio hanno deciso che sia il miliardo di euro di spesa a disposizione, sia il miliardo di mandati di pagamento rinviati, serviranno solo a pagare l’indispensabile, escludendo dunque ogni tipo di kermesse. Per cui Palazzo d’Orleans potrebbe mettere gli impresari con le spalle al muro: o si accontenteranno di ricevere il pagamento non prima di gennaio, o dovranno dire addio all’organizzazione.

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