Meteobilli, il fresco mettetelo a tavola

Come si diceva: oggi massimo 33 gradi. Ma avete sentito che tempo ammarbato? Ci sono stati altri giorni con temperature anche maggiori ma se state in una stanza con l’aria confezionata e uscite all’aperto a strasatto, è come se vi buttassero d’incapo una coperta tenuta sopra un termosifone e dopo qualche minuto siete già passati nell’olio e pronti per essere fritti. Così è la situazione è questa e c’è poco di studiare. Il peggio è che continuerà così almeno fino alla fine del mese e anche allora nessuno degli scinziati si avventura a dire che poi arrifrisca. La verità è che non lo sanno, che il tempo ormai è diventato una cosa troppo complicata per chi guarda solo un poco di carte. Sicuramente ci siamo giocati cose che sembravano sempre le stesse da secoli. Per esempio l’anti ciclone delle Azzose. Oppure una cosa che chiamano la «semi permanente d’Islanda» che è una pettubazzione che governava il cambio di stagione dall’estate all’autunno. E pure l’Africano si è messo a camminare dove prima non andava mai.  Insomma voglio dire che ora sono tutti che non sanno che pesci pigliare.
E noi che dobbiamo fare oltre ad accollarci il caldo con pazienza? Qualcuno mi domandava qualche consiglio sul mangiare. Ora io capisco che per un palermitano l’argomento del mangiare è uno dei più importanti perciò vediamo di dire qualche cosa che non sa la solita cosa che da vent’anni dicono in tutti i tg ogni volta che c’è una botta di caldo: bere molta acqua, magiare molta frutta e verdura. Evvabbene questo è vero. Bisogna bere molta acqua perché col caldo il corpo suda e ne perde un sacco. E se al corpo manca acqua, il sangue diventa più denso e scorre nelle vene e  nelle arterie con più difficoltà oltre che a provocare problemi alle cellule dell’organismo che contengono, tutte, acqua. Vero è pure che frutta e verdura sono alimenti completi che danno vitamine, proteine, zuccheri, minerali.
Ma che vita è quella passata a tagliare lattuca e persiche? Allora vediamo di essere persone concrete. La prima cosa che vi dovete ricordare che col caldo  la cosa sbagliata è mangiare troppo a ogni pasto. Voglio dire che se a cena non mangiate vi ammuccate un muluni sano e basta, certo tanto bene non vi fa. Quindi dovete mangiare poco e magari un poco più spesso. La mattina prendetevi un bello bicchiere di latte col caffè e cercate di evitare la ines fritta con la ricotta opure il pane e panelle. Le arancine? Per forza deve essere? Latte, caffè e un bello pezzo di pane fresco, all’antica. A metà mattina, se non avete la diabete, ammuccatevi una bella coppetta di gelato. A pranzo due fili di pasta (cento grammi vanno benissimo) con un condimento non troppo grasso. Avete l’imbarazzo della scelta: il pesto genovese, il pesto trapanese, la salsa di pomodoro (magari evitate di usare troppe melanzane fritte e troppa ricotta salata), i frutti di mare, le zucchine. Oppure le minestre a cominciare dallo spaghetto spezzato coi tenerumi, o la pasta con la scarola. Di secondo una bella insalata con un poco, ma poco, di formaggio. Meglio i formaggi freschi. Verso le sei del pomeriggio potete anche tastare una fettina di torna alla frutta opure una coppetta di gelo di melone. La sera una bella fetta di carne con l’insalata (lattuca, finocchi, pomodori e – se la reggete – un poco di cipolla). Oppure pesce arrosto. La scelta pure qui è abbondante: pesce spada, spatola, spigola, calamaro, gamberoni. Dipende da quanti soldi potete spendere. E per il contorno fagiolini e patate bollite con la cipolla infornata. Oppure verdura cotta con un poco d’olio e il limone. Oppure zucchine bollite con l’olio e l’origano. E poi frutta. Certo se non vi ammuccate un litro di vino è meglio. L’alcol si suda tutto paro paro e genera caloria. Vi pare una dieta troppo sacrificata? Io penso di no. E vi assicuro che il caldo lo sentirete di meno. E soprattutto non vi acchianano i nerbazzi che ve lo fanno sentire di più. Tante belle cose. E buon appetito.

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