Sicilia, nel centrodestra tutti contro tutti

Verso le regionali. Cinquecento amministratori si schierano con Cascio, la Destra di Storace propone Musumeci e Miccichè non ritira la sua candidatura. Il Nuovo polo si ricompatta e rilancia per Russo e Granata. Gli autonomisti chiudono a Crocetta. Nodo delle alleanze anche nel Pd, l’area Marino preme per coinvolgere tutto il partito

PALERMO. Il Nuovo polo si ricompatta e rilancia la corsa solitaria con Massimo Russo e Fabio Granata. La Destra di Storace chiede al Pdl di accelerare sulla scelta di un nome e propone Nello Musumeci. Gianfranco Miccichè non ritira la sua candidatura, incassa il sostegno dell’ex sindaco di Palermo, Diego Cammaratae anzi parlando alla «Zanzara estate» su Radio24, si dice pronto a firmare «un codice etico per togliere dalle liste elettorali gli indagati per mafia?». È un quadro politico da tutti contro tutti, nel quale la svolta verso le prossime elezioni regionali sembra complessa.
Nel Pdl manca ancora un candidato ufficiale. Ieri Vincenzo Di Trapani, coordinatore regionale del movimento dei giovani amministratori del Pdl, che mette insieme oltre 500 tra sindaci e consiglieri del Pdl di tutta la Sicilia, si è apertamente schierato con Cascio e Castiglione e il loro tentativo di allargare la coalizione di centrodestra: «Se il nostro partito continuerà a perdere tempo - dice Di Trapani - siamo pronti a fare una nostra lista». Il leader Silvio Berlusconi, insomma, non ha convinto i big siciliani a convergere su Miccichè. E adesso deve fare i conti pure con diversi deputati che sperano che a decidere il nome possa essere il comitato regionale del partito, organismo che conta una cinquantina di componenti. È un’ipotesi molto gradita agli ex An, da Vincenzo Vinciullo a Salvino Caputo, che ieri ha chiesto in una nota di «convocare con urgenza una riunone del coordinamento regionale del Pdl alla presenza di Angelino Alfano». Ed è quanto succede anche nel centrosinistra, dove l’area di Ignazio Marino, che per voce di Giovanni Bruno e Rosario Filoramo ha ricordato in una nota la necessità che «Lupo proponga la candidatura di Crocetta alla direzione regionale».
Ma entrambi gli schieramenti sono alle prese col nodo alleanze. L’ago della bilancia sarebbe il Nuovo Polo, conteso da centrodestra e centrosinistra. Tanto che il coordinatore regionale dei finiani, Carmelo Briguglio, ha voluto fugare ogni dubbio sulla possibilità di una rottura e ieri ha sottolineato che «l’alleanza tra Fli e Partito dei siciliani, è inscindibile». Gli autonomisti intanto continuano il dialogo col presidente dell’Ars, Francesco Cascio, che vuole allargare la coalizione e legittimare la sua candidatura o quella di un nome gradito a una vasta area, come il rettore dell’Università di Palermo, Roberto Lagalla.
Ma i moderati non hanno ancora deciso. Se Fabio Granata di Fli ha chiuso al Pdl instaurando il dialogo con Rosario Crocetta, ieri Giovanni Pistorio, che guida il Partito dei siciliani (l’ex Mpa), si è detto «deluso sul piano personale da Crocetta», ribadendo la possibilità di andare da soli con Fabio Granata o Massimo Russo: «Non è un problema di nomi - ha aggiunto Pistorio - ma di contenuti. Crocetta si è calato nei panni di accordo centralista tra Bersani e Casini». Pistorio continua ad aprire al Pdl e ha chiarito ancora che la rottura con Berlusconi «c’è stata perchè il patto politico non era stato rispettato. Il centrodestra invece di attardarsi sullo schematismo dovrebbe superare le scelte di appartenenza». In questo clima di incertezza, il gruppo di deputati di Pid e Pdl a sostegno di Innocenzo Leontini ieri hanno rilanciato la sua candidatura, al momento sospesa in attesa di sviluppi nel centrodestra.

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