Regione, il dopo-Lombardo: fumata nera sul candidato Pdl

Angelino Alfano ha preso tempo. E così nel Pdl è stato ancora una volta rinviata la scelta del candidato alla presidenza della Regione. Se ne parlerà a fine settimana, se nel frattempo il coordinatore nazionale avrà sciolto gli ultimi dubbi in un faccia a faccia con Berlusconi. Sul tappeto restano sempre i nomi di Gianfranco Miccichè (favorito) e Roberto Lagalla

PALERMO. Angelino Alfano ha preso tempo. E così nel Pdl è stato ancora una volta rinviata la scelta del candidato alla presidenza della Regione. Se ne parlerà a fine settimana, se nel frattempo il coordinatore nazionale avrà sciolto gli ultimi dubbi in un faccia a faccia con Berlusconi. Sul tappeto restano sempre i nomi di Gianfranco Miccichè (favorito) e Roberto Lagalla. Ma in un vertice di oltre due ore con i leader provinciali Alfano ha dovuto registrare le perplessità di buona parte dei presenti su Miccichè. Il nodo restano le alleanze collegate alla scelta.


Giuseppe Castiglione, uno dei tre coordinatori regionali, non fa più mistero di temere che la convergenza sul leader di Grande Sud potrebbe riaprire il dialogo con Lombardo: «Oggi è il momento di distinguerci maggiormente dal governo Lombardo. Non sono il solo che nutre dubbi sulla scelta di Miccichè. Penso che se non riusciamo a trovare un candidato all’interno del Pdl sarebbe meglio optare per un  esponente  della società civile». È una posizione condivisa dall’altro coordinatore, il messinese Domenico Nania. Al vertice, andato in scena nella sede del partito a Palermo, non c’era Francesco Cascio. Altro big che non nasconde il malumore per le scelte che il partito sta prendendo. Alfano ha incontrato Cascio privatamente ma per ricucire ci sarebbe ancora da lavorare. Un’altra ala del partito spinge per Lagalla. Il Rettore di Palermo creerebbe un ticket con Nello Musumeci, leader della Destra. Ma Gino Ioppolo, segretario della Destra, precisa: «Decideremo la linea quando sarà più chiaro quello che oggi appare un confuso e incomprensibile quadro regionale».


E una sollecitazione ad Alfano è giunta anche da Giovane Italia, movimento del Pdl: «L’attendismo e l’immobilismo rischiano di creare le stesse condizioni che hanno portato al disastro delle elezioni di Palermo. Sarebbe un suicidio sostenere il leader di un partitino autonomista. Non c’è spazio neppure per tecnici esterni» afferma Mauro La Mantia. In questo clima l’unica decisione presa ieri è la sostituzione di Innocenzo Leontini dalla guida del partito a Ragusa: «Ha ormai annunciato una lista autonoma» sintetizza Castiglione. A guidare la fase elettorale a Ragusa sarà dunque Nino Minardo. In fibrillazione anche il messinese Nino Beninati che potrebbe seguire Leontini nel listone alternativo al Pdl. E neanche a sinistra le alleanze fanno passi avanti.


Se appena sabato l’asse Pd-Udc sembrava vicino a raggiungere un accordo almeno con Italia dei Valori. Ieri i partiti di estrema sinistra, Idv compreso, hanno frenato: «In atto non c'è alcun margine per un'alleanza tra Idv, Sel, Udc e Pd» precisa il segretario dipietrista, Fabio Giambrone. Anche in questo caso il nodo è la scelta del candidato: «Non può essere espresso certamente da partiti che hanno governato insieme a Lombardo» conclude Giambrone. È il motivo per cui il segretario del Pd, Giuseppe Lupo, e Sergio D’Antoni da giorni sondano senza successo la disponibilità di esterni alla politica. Con il ribelle Rosario Crocetta ormai inarrestabile, un invito sarebbe stato rivolto all’ex direttore del Tg1 Gianni Riotta.


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