Vecchi vizi, nuove clientele

L’ufficio nomine della Regione siciliana non chiude mai. Non certo per l’arrivo delle ferie. Tanto meno per l’approssimarsi delle elezioni. Anzi è proprio l’appuntamento con le urne che rende più solerte il timbrificio

di NINO SUNSERI
L’ufficio nomine della Regione siciliana non chiude mai. Non certo per l’arrivo delle ferie. Tanto meno per l’approssimarsi delle elezioni. Anzi è proprio l’appuntamento con le urne che rende più solerte il timbrificio. Si scopre così che il neo-assessore ai Beni Culturali, Trigilio, ha nominato un consulente due giorni dopo le dimissioni di Lombardo. Il presidente poco prima ne aveva chiamati altri due. Si era mosso non in qualità di capo dell’amministrazione ma perché commissario ai rifiuti.
Cambia il cappello ma non certo il modello operativo. I due collaboratori dovranno occuparsi dello smaltimento dell’immondizia. In qualche caso, come la scelta dei siti per il compostaggio, impegnando somme importanti per conto della Regione. Speriamo almeno che, vista l’ampiezza del mandato, la procedura avvenga nel massimo della trasparenza.
Una domanda, comunque, sorge spontanea: era proprio necessario essere così tempestivi nel fare le nomine? Essendo la giunta in regime di proroga deve occuparsi unicamente degli affari correnti. E allora a che cosa servono le professionalità esterne? I ventimila dipendenti della Regione e le migliaia di dirigenti in servizio non sono nemmeno in grado di seguire l’ordinaria amministrazione? Inutile dire che si tratta di un comportamento davvero censurabile da parte del presidente e dei suoi assessori. Sia per l’aggravio dei costi a carico del macilento bilancio regionale sia per l’evidente mancanza di rispetto istituzionale. Si capisce che per la giunta le dimissioni sono solo un piccolo fastidio. Andrà avanti marciando a tutta forza fino all’ultimo giorno utile con l’unico obiettivo di trovare l’alimento per nuove clientele in vista del voto. Tanto, poi, a pagare sono i siciliani.

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