Sicilia, Politica

Tagli alla Regione, la Giunta accelera

L'assessore all'Economia, Gaetano Armao presenta oggi il testo direttamente in commissione, sotto forma di emendamento all’assestamento di bilancio, attraverso un riduzione dell'organico regionale di 2.000 persone

PALERMO. Una telefonata di domenica mattina riporta il sereno fra Lombardo e l’assessore all’Economia, Gaetano Armao. E permette di imprimere un’accelerazione al disegno di legge che dovrebbe recepire la spending review nazionale: non sarà necessaria un’approvazione in giunta ma l’assessore - che aveva minacciato le dimissioni se la manovra non avesse avuto l’avallo del governo - potrà presentare il testo direttamente in commissione oggi, sotto forma di emendamento all’assestamento di bilancio.
Una mossa che - in teoria - potrebbe anche consentirne l’approvazione in extremis: se Lombardo si dimetterà, come sembra ormai inevitabile, martedì 31, l’ultima seduta della legislatura all’Ars dovrebbe tenersi venerdì. Ci sarebbe il tempo di varare quest’ultima legge, che rappresenta anche un segnale in direzione del rigore finanziario da mandare al governo. Ci saranno però da superare resistenze dei partiti per un provvedimento molto impopolare alla vigilia della campagna elettorale. Il testo messo a punto da Armao prevede infatti di ridurre gli organici della Regione di circa duemila persone grazie a pensionamenti e mobilità (da 24 a 48 mesi di accompagnamento alla pensione con l’80% dello stipendio per tutto il periodo). Il disegno di legge prevede poi tagli alle auto blu e alle consulenze e perfino la riduzione dei buoni pasto per i dipendenti (non potranno valere più di 7 euro). Una riduzione del budget di 15 milioni per il 2012 e di 20 dal 2013 in poi toccherà anche all’Ars.
Da oggi in commissione inizia il cammino della manovra. Che sfrutta un tecnicismo: se l’assestamento non verrà approvato, non si potranno stipulare i mutui e la Regione andrà in crisi finanziaria. Intanto il governo ha deciso di avviare l’azione di responsabilità verso tutti gli amministratori che si sono succeduti al vertice di Multiservizi, Biosphera e Beni culturali spa negli ultimi 10-15 anni: sotto accusa i contratti fatti ai precari «in violazione delle norme». Secondo il governo, per via di questi contratti sono nati i contenziosi con i dipendenti (vinti da questi ultimi) che hanno rivendicato il diritto alla stabilizzazione.
 E dunque da qui nasce anche la decisione della giunta di stabilizzare i precari al termine della fusione delle tre società nella nascente Sas. Ai vecchi dirigenti sarà chiesto un risarcimento danni. Ma Gianni Silvia, amministratore della neonata Sas, precisa che la stabilizzazione non riguarda anche i 70 ex interinali che hanno lavorato appena un mese.

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