Rifiuti a Palermo, scongiurato il fallimento Amia

Il Tribunale fallimentare che si era riunito per decidere sul piano proposto dal liquidatore ha deciso di valutare il concordato nella prossima udienza del 12 ottobre

PALERMO. E' stato scongiurato il fallimento dell'Amia, l'ex municpalizzata che si occupa della raccolta di rifiuti a Palermo. Il Tribunale fallimentare che il 22 giugno si era riunito per decidere sul piano proposto dal liquidatore ha deciso questa mattina di valutare il concordato nella prossima udienza del 12 ottobre. A questo punto si lavorerà sul piano che dovrà essere approvato dal ministero dello Sviluppo economico.
Entro fine luglio il liquidatore Baldassarre Quartararo dovrà redigere il concordato che sarà poi vagliato dai commissari straordinari e inviato al ministero che lo validerà e poi lo invierà al Tribunale entro la prossima udienza.    
L'Amia è sommersa dai debiti e in amministrazione straordinaria da circa due anni. La Procura di Palermo ne chiese il fallimento, i giudici nominarono invece tre commissari che avrebbero dovuto risanare l'azienda e scongiurare il crack. La proposta di concordato fallimentare (previsto all'interno dell'amministrazione straordinaria), presentato da Quartararo nella scorsa udienza ha quindi convinto i giudici. Secondo il piano, una parte dei 180 milioni di euro di debiti (esclusi i 42 milioni di debiti nei confronti dei dipendenti) sarebbero in parte ripianati con la vendita del 49% dell'Amg, le cui azioni sono detenute dall'Amia, di palazzo La Rosa e con alcuni crediti di esercizio del Comune nei confronti dell'azienda.   
Tutto questo in vista di una scissione in due parti dell' Amia: quella vecchia che andrebbe avanti secondo il concordato fallimentare e l'altra nella quale confluirebbero solo i debiti nei confronti dei dipendenti.


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