Corte dei Conti: senza mezzi finanziari prospera la mafia

Il procuratore generale d'appello, Giovanni Coppola: "L'Isola da sola non potrà risolvere i propri molteplici problemi"

PALERMO. "Senza adeguati mezzi finanziari i cinque milioni di siciliani non potranno sottrarsi alla rassegnazione antica che si traduce in forza di attrazione mafiosa e clientelare a disposizione dei prepotenti e dei potenti". Così il procuratore generale d'appello della corte dei conti, Giovanni Coppola, nella sua requisitoria sul giudizio di parificazione del rendiconto generale per l'esercizio 2011. "Senza adeguati mezzi finanziari la Sicilia non riuscirà ad affrontare e risolvere da sola i propri molteplici problemi, dei quali la più drammatica manifestazione è la mancanza di lavoro che determina uno stato di vergognosa semi-povertà che alimenta il triste fenomeno dell'emigrazione, assurda emorragia che ha da sempre dissanguato quest'Isola privandola delle sue migliori forze umane".
Il procuratore ha poi sottolineato come la situazione economica internazionale "drammatica e dagli esiti incertissimi", renda la Sicilia simile al "manzoniano vaso di terracotta".

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