Elezioni regionali, il Pdl alla resa dei conti

La partita aperta dal capogruppo Innocenzo Leontini, che ha creato un listone civico insieme a tre compagni di partito (Fabio Mancuso, Edoardo Leanza e Nino Beninati) e ai quattro deputati del Pid, ha acceso la miccia. E c'è anche l'area degli ex An all'attacco della segreteria regionale

PALERMO. Il capogruppo ormai lanciato verso una lista autonoma, una parte degli ex forzisti pronti a chiederne le dimissioni, l’area degli ex An all’attacco della segreteria regionale. Il Pdl siciliano si prepara alla resa dei conti, venerdì, durante la riunione del coordinamento regionale.
Sullo sfondo c’è lo scontro per la costruzione delle liste e la linea sulle alleanze. La partita aperta dal capogruppo Innocenzo Leontini, che ha creato un listone civico insieme a tre compagni di partito (Fabio Mancuso, Edoardo Leanza e Nino Beninati) e ai quattro deputati del Pid, ha acceso la miccia.



L’area degli ex An che si riconosce nella leadership nazionale di Ignazio La Russa vorrebbe bloccare la proliferazione di liste civiche e ampliare le alleanze. Da qui l’aut aut ai coordinatori Giuseppe Castiglione e Domenico Nania da parte di Salvino Caputo, Marco Falcone e Vincenzo Vinciullo: «Un partito esiste nel momento in cui è organizzato e l’organizzazione si ha quando coloro che hanno responsabilità riescono ad offrire direttive chiare con il coinvolgimento dell’intera classe dirigente. Il coordinamento fissi subito percorsi, progetto politico e alleanze. Saremo così pronti alla scelta del candidato alla presidenza».
Gli ex An si stanno muovendo intorno al crescente ruolo del sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli. È lui a interpretare la linea di allargamento, anche verso l’Mpa, che fino a oggi Castiglione ha ostacolato: «Il Pdl - sostiene Stancanelli - è in difficoltà. O diventa il partito intorno a cui si riaggrega il centrodestra oppure non ha prospettiva. Io sto dialogando con tutti e lavoro a un patto elettorale che va dal Pdl al Nuovo polo passando per Grande Sud, Pid e Destra». Per questo motivo in ambienti catanesi si fa strada l’ipotesi di una candidatura di Stancanelli che arriverebbe insieme a quelle già sul tappeto di Francesco Cascio, Enrico La Loggia e Gianfranco Miccichè.



La riunione del coordinamento regionale era fissata per la settimana scorsa. Ma è stata rinviata in un primo momento a domani e successivamente a venerdì. Nel frattempo contro la posizione di Leontini e la proliferazione di liste civiche si sono espressi anche il presidente dell’Ars, Cascio e il coordinatore provinciale Francesco Scoma, che hanno invocato le dimissioni del capogruppo all’Ars. Ieri si era anche diffusa la voce che lo stesso Castiglione avesse chiesto a Leontini un passo indietro. Ma il coordinatore regionale smentisce e prova a tenere il partito unito: «Il coordinamento regionale non poteva tenersi prima di venerdì per impegni istituzionali dei deputati. A me Leontini continua a dire che il suo progetto si muove all’interno del Pdl. Ma ascolterò cosa dirà durante la riunione di venerdì. Noi faremo almeno 4 liste: una del presidente, una del Pdl e due a cui stanno lavorando i nostri alleati». E ieri Leontini ha aggiunto che «per quattro anni ho rappresentato l’opposizione a Lombardo come il partito mi ha chiesto di fare. Continuerò a farlo fino a quando Lombardo non si dimetterà. Poi si discuterà di alleanze».



Il tentativo di non perdere pezzi di partito potrebbe finire per portare al centro dell’obiettivo il coordinamento regionale: «Visto che il listone di Leontini intende dialogare anche con l’Mpa, Castiglione - conclude Caputo - ci dica se siamo all’opposizione di Lombardo o se ci sono accordi di cui non siamo tutti a conoscenza. Altrimenti siamo tutti autorizzati a muoverci in autonomia».

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