Contrordine: ancora acqua

Contrordine compagni. Ancora una volta gli scinziati si debbono ammuccare quello che avevano detto. Domani doveva essere una jurnata di sole tutta una tirata. Grazie anche al fatto ca me suoru fa il compreanno e ci volevo fare un poco di prio col meteobilli. Machì? Per un pronto accomodo la temperatura sale sì, ma solo di una o due gradi quindi continua a esserci un poco di friscanzana. Il vento continua a tirare di Ponente e quindi ammutta ancora le pettubbazioni dello Ceano Tlantico che arrivano da noialtri pare pare. Insomma da prima mattina sino a dopo le cinque il tempo è nuvoloso e verso menzoggiorno può essere pure ca sbrizzia. Verso le otto, sereno con la bella luna ca per ora ce n’è un pezzettino ma è in aumento. Ma ci sarà freschino: 16 gradi Ma è mai possibbole che questa impermiabila ancora non la possiamno sarbare? Comunque domani non è solo il compreanno di me suoru ma pure l’anniversario della battaglia del Piave di cui la canzone che il poeta Peppe Schiera, scarparo in via Perez, modificò per renderla più adatta ai palermitani. E diceva pressappoco così: L’esercito manciava scorci i favi e tinirumi, e quannu era ruminica quarumi. Ma viri quantu foru fissa i fanti: avevano ri irisinni e gghieru avanti! Mi pare che coi tempoi chi currunu, ci stà!
Se aspettate venerdì per prendere un poco di ciato, vi sbagliate alla grande. In questo giorno infatti c’è un miglioramento di mattina ma di doppopranzo arrivano i nuvoli e il rischio di piogge. In compenso aumenta un poco la temperatura che a metà iurnata arriverà a 25 gradi. Speriamo che dura.

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