Comuni, i precari contro la Regione: "Assunzioni solo una beffa"

Secondo i sindacati, la norma inserita in Finanziaria che prevedeva la loro stabilizzazione in realtà non riguarderebbe nessuno dei lavoratori che da più di venti anni prestano servizio. Un altro articolo approvato, invece, prevede di estendere la durata dei contratti fino a tutto il 2013

PALERMO. Gli oltre 22 mila precari degli enti locali siciliani stanno tutti col fiato sospeso e sono più agguerriti che mai. Perché secondo i sindacati, la norma inserita in Finanziaria che prevedeva la loro stabilizzazione in realtà non riguarderebbe nessuno dei lavoratori che da più di venti anni prestano servizio presso Comuni e Province. «Il prossimo 31 dicembre scadrà la proroga ai nostri contratti - spiega Massimo Bontempo del Movimento dei giovani lavoratori - e ad oggi non abbiamo altro che una norma scritta male che ci esclude praticamente tutti». Un altro articolo approvato, invece, prevede di estendere la durata dei contratti fino a tutto il 2013, «ma aspettiamo di vedere cosa deciderà il commissario dello Stato» dice Giacomo Scala, alla guida dei sindaci siciliani.



Insomma, quella dei contrattisti degli enti locali è una vera e propria polveriera che rischia di esplodere da un giorno all'altro. E adesso l'unica soluzione appare un intervento del governo nazionale. Ad accendere la miccia è stata una norma contenuta nella Finanziaria regionale che prevede l'assunzione negli enti locali «del personale in servizio con contratto a tempo determinato assunto tramite concorso pubblico che abbia previsto il superamento di una prova scritta ed una orale e le cui figure professionali siano previste nella dotazione organica dell'ente». Il fatto è che nessuno di questi precari è stato assunto per concorso. «Così come è scritta - spiega ancora Bontempo - esclude la tipologia dei 22.500 lavoratori». Per il sindacato più rappresentativo di questa platea di lavoratori si tratta «dell'ennesima beffa consumata ai danni di migliaia di famiglie siciliane». E se il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, aveva parlato di «alcune sciocchezze inserite in Finanziaria», i sindacati hanno ritenuto questo articolo «offensivo dell'intelligenza delle persone».



Un'altra norma proposta da Giovanni Panepinto del Pd e Salvino Caputo del Pdl, proroga invece i contratti al 2013. «Questi lavoratori - dice Caputo- sono divenuti indispensabili per il funzionamento degli uffici nei Comuni». Ma c'è ancora da superare lo scoglio del commissario dello Stato. Lino Leanza, deputato dell'Mpa, si dice «fiducioso perché c'è la copertura finanziaria«. Più serio è il problema della stabilizzazione, perché pure la Corte dei conti, in una recente sentenza, ha bocciato il tentativo del governo regionale di avviare il processo di assunzione in deroga ai paletti fissati a livello nazionale, che prevedono il rispetto del patto di stabilità, del tetto del 40 per cento di spesa dedicata al personale e del 20 per cento del turn over. «Serve la deroga di Roma che a questo punto è fondamentale - spiega Leanza- poi l'iter sarebbe agevole. La legge prevede che la Regione, per cinque anni, pagherebbe gli stipendi dei precari assunti dai Comuni. La norma in Finanziaria? Un'assurdità». Lombardo avrebbe già avviato i contatti col ministro del Lavoro, Elsa Fornero e ne avrebbe dovuto discutere lo scorso 30 marzo in occasione della sua visita a Palermo. Ma nel il giorno dopo l'imputazione coatta del governatore siciliano, la visita del ministro è saltata

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