Immigrazione, falsi permessi di soggiorno: denunce nell'Ennese

Perquisizioni della Digos ad Enna, Nissoria e Piazza Armerina in numerose abitazioni di italiani e stranieri. Tante le persone coinvolte ed indagate per falso e truffa

ENNA. Dall'alba gli agenti della Digos di Enna, in collaborazione con l'ufficio immigrazione e i commissariati di Leonforte e Piazza Armerina, hanno battuto il territorio di Enna, Nissoria e Piazza Armerina perquisendo numerose abitazioni di italiani e stranieri, nell'ambito di un'operazione su una serie di attività messe in campo per contrastare il fenomeno dell«immigrazione clandestina e truffe per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno. Sono numerose le persone indagate per falso e truffa e fra questi un immigrato che lavora in un sindacato.

Gli indagati nell'operazione, denominata "Easy travel", sono quattro, due italiani (S.T. e S.E., rispettivamente di 52 e 45 anni) e due nordafricani (K.H.B.H e L.W., di 30 e 33 anni).    Durante le perquisizioni, disposte dal Pm di Enna, Marco Di Mauro, è stata sequestrata documentazione ritenuta utile dagli inquirenti e sono stati rintracciati alcuni immigrati irregolari. Al vaglio degli investigatori vi sono anche le posizioni di stranieri già regolarizzati.    Tra i metodi utilizzati dagli indagati per cercare di ottenere la regolarizzazione della loro posizione, vi sarebbe la presentazione di falsi contratti di locazione. Uno dei due nordafricani indagati, con regolare permesso di soggiorno ad Enna, si occupava degli immigrati per conto di un sindacato e dopo che era stato allontanato dall'organizzazione, avrebbe continuato, nonostante non avesse più alcun titolo per farlo, ad accompagnare connazionali presso uffici pubblici e a produrre certificazione non conforme alla legge.    
Le indagini hanno preso avvio dalla disamina di alcune pratiche pendenti davanti allo sportello unico per l'immigrazione di Enna e da rilievi sollevati dall'ufficio immigrazione della Questura sul rilascio del permesso di soggiorno. Gli agenti della Digos, nell'esaminare centinaia di fascicoli, hanno accertato inoltre scritture private false e  altre incongruenze che sono al vaglio dei magistrati.

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