Finanziaria, tutto rinviato: polemiche sui contributi agli enti

Il maxiemendamento doveva essere approvato oggi ma maggioranza e minoranza non hanno trovato l'intesa. Nel pomeriggio si cercherà di sbloccare la situazione. Difficile anche l'accordo sui rifiuti. Unico emendamento approvato riguarda i finanziamenti tabellari

PALERMO. Ancora una volta è l'ex tabella H, l'elenco di enti, associazioni, fondazioni e società che beneficiano di contributi regionali e per questo simbolo di clientelismo politico, a tenere banco tra i parlamentari dell'Ars che durante la seduta sulla finanziaria non è riuscita
ad andare oltre l'approvazione di un solo emendamento (il faldone ne contiene un centinaio), quello che riguardava proprio i finanziamenti tabellari. Di fatto, la manovra rimane incagliata.


Dopo due ore di interventi a sala d'Ercole, soprattutto da parte dell'opposizione e di un mini-vertice tra governo e capigruppi convocato dal presidente Francesco Cascio nell'intento di sbloccare l'impasse e al quale ha partecipato il governatore Raffaele Lombardo, l'aula è stata chiusa e aggiornata a domattina. Maggioranza e opposizione nel pomeriggio cercheranno di trovare una sintesi rispetto ad alcune norme contenute nel maxiemendamento del governo, tra cui quelle che riguardano gli Ato rifiuti, che si portano dietro un buco di circa 1 miliardo di euro accumulato negli anni e che ha tenuto ferma finora la riforma dei rifiuti.


Già in apertura di seduta era chiaro che i lavori non sarebbero andati per le lunghe. Alcuni deputati, tra cui Fabio Mancuso e Nino Beninati del Pdl, hanno posto subito l'attenzione della Presidenza dell'Ars su un comma dell'art.1 del maxiemendamento, il 15. La norma in questione prevede l'accantonamento negativo in bilancio di 192 milioni, pari alla quota che il governo ha calcolato di incassare dalla dismissione di alcuni beni pubblici che fanno parte del patrimonio
regionale. Se la Regione non dovesse incassare questa cifra a farne le spese saranno il fondo degli enti locali (100 mln), il trasporto pubblico locale (50 mln), i collegamenti con le isole
minori (20 mln) e l'ex tabella H. In sostanza, il governo, con questa norma, «congela» 192 milioni, vincolandoli alla copertura della posta negativa e dunque alla riuscita del piano
di valorizzazione degli immobili.


Un'operazione architettata all'indomani dei dubbi espressi dal commissario dello Stato, Carmelo Aronica, riguardo le ipotetiche entrate, scritte in bilancio, della valorizzazione del patrimonio. In particolare, per l'ex tabella H è previsto, in caso di mancati introiti derivanti dalle dismissioni, un taglio di 22,869 milioni di euro, circa il 50% dell'intero finanziamento. La questione, sollevata in aula dall'opposizione, ha costretto Cascio a sospendere la seduta per alcuni minuti. Dal vertice tra governo e capigruppo è venuto fuori un emendamento, a firma della commissione Bilancio, che in parte chiarisce la norma, lasciando comunque la previsione del taglio per il 2012. L'emendamento comunque è stato accantonato e sarà discusso in aula nelle prossime sedute.


Sala d'Ercole stamattina ha approvato (col parere contrario di Pdl, Grande Sud e Pid) invece un altro emendamento (l'unico discusso prima della chiusura dei lavori) anche questo
riguardante la tabella H: la norma, presentata dal governo, ha tagliato del 10%, in modo orizzontale, i contributi agli enti. I finanziamenti passano da 51 a 45,738 milioni di euro. Rimane l'incognita dell'ulteriore riduzione del 50%. Se il governo dovesse decidere di fare marcia indietro, sulla spinta dei gruppi parlamentari che difficilmente cederanno soprattutto
sotto campagna elettorale, dovrà trovare il modo di trovare i 22,8 milioni tagliando da altri capitoli di bilancio.

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