Fondi per una pianta rara, un lusso che non possiamo permetterci

Intanto il nome esotico: Zelkova. Sembra il codice di una avvenente spia russa in un film di James Bond. Invece dal capo del dipartimento ambiente della Regione, Giovanni Arnone apprendiamo che si tratta di una rarità forestale. «Un fossile vegetale» che si trova solo a Siracusa e in Armenia. Per salvarlo servono 450 mila euro di cui 150 mila per un consulente esterno. Ma siamo proprio sicuri che sia una spesa utile? È proprio certo che fra tutti i problemi esistenti in Sicilia, lo stato di salute di un albero sia la priorità assoluta? I nostri lettori non sembrano del tutto convinti come dimostrano i commenti raccolti sul sito del Giornale di Sicilia. Ed è magari difficile dare loro torto. Come non concordare con Carlo quando fa notare che la Sicilia è l’unico posto al mondo insieme agli Emirati Arabi «a non conoscere l’esistenza della crisi economica». Propone uno «spread» su misura per la Regione. In verità è difficile spiegare una spesa tanto elevata per salvare una pianta. Nessuno, ovviamente vuole mettere in dubbio il valore storico, culturale e anche archeologico della Zelkova. Un patrimonio dell’umanità. In quanto tale, però, deve essere l’intera comunità internazionale a mobilitarsi. Noi siciliani siamo troppo poveri per farlo. Già facciamo fatica ad andare avanti. La cura delle piante è un lusso che non possiamo permetterci. Evitando, comunque, come propone Antonino Sanacori, di punire con pene corporali il dirigente che ha firmato il bando con la motivazione che «un tempo i predoni venivano messi alla gogna». Un po’ troppo brusco come rimedio. Certo qualche altro, come Antonio Pio, propone di mandare tutti a casa. Non è chiaro se si riferisce alla giunta (invocazione largamente condivisa dal popolo del web) o solo agli uffici che hanno preparato il documento. Marco68 si è preso la briga di consultare il sito dell’assessorato. Ha elencato i nomi dei dirigenti. Ben undici biologi. Nessuno di loro, evidentemente, in grado di occuparsi della Zelkova dal momento che Arnone, nel bando, spiega  che fra i dipendenti della Regione non ha trovato professionalità adeguate. La domanda di Marco68 è perentoria: ma allora perché paghiamo questa gente se non è capace di dirigere il progetto? Già: perché la paghiamo?

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