Ancora un terremoto in Giappone

Un forte sisma di magnitudo 5.9 è stato registrato alle ore 23.04 locali (le 16.04 in Italia) nella la stessa area duramente colpita dal sisma/tsunami dell'11 marzo 2011, con epicentro a due passi dalla disastrata struttura, a pochi chilometri dalla costa e nel Pacifico

TOKYO. La terra trema ancora alla centrale di Fukushima, con tutti i timori legati alla più grave crisi nucleare dopo Cernobyl, proprio nel giorno in cui il governo giapponese ha convertito il divieto di residenza in 'divieto di pernottamentò in parti della città di Tamura e del villaggio di Kawauchi, entrambi vicino all'impianto in avaria. Un forte terremoto di magnitudo 5.9 è stato registrato alle ore 23.04 locali (le 16.04 in Italia) nel Giappone del nordest, la stessa area duramente colpita dal sisma/tsunami dell'11 marzo 2011, con epicentro a due passi dalla disastrata struttura, a pochi chilometri dalla costa e nel Pacifico, secondo quanto ha reso noto la Japan Meteorological Agency (Jma).


Nessun allarme tsunami è stato lanciato, ma la Nhk, la tv pubblica nipponica, ha interrotto la programmazione per avviare una diretta sull'evoluzione della situazione, visto che il sisma - con ipocentro individuato alla profondità di 50 km - è stato avvertito da Hokkaido (all'estremo nord dell'arcipelago) fino all'area a sud di Tokyo. Anzi, nella capitale i palazzi, anche quelli meno alti, hanno cominciato a oscillare, come facilmente visibile a occhio nudo, durante la scossa che ha avuto durata superiore al minuto.


L'intensità, secondo la Jma, ha toccato un picco massimo di 5- sulla scala nipponica (che arriva fino al livello 7) nelle centraline delle città di Naraha e Tomioka, oltre che quota 4
in aree delle prefetture di Fukushima, Miyagi, Ibaraki e Tochigi. Naraha e Tomioka, in particolare, ospitano l'impianto atomico di Fukushima Daini, distante poco più di 10 km dalla struttura pesantemente danneggiata di Fukushima Dai-ichi, e sono ormai due città disabitate perchè evacuate subito dopo lo scoppio dell'emergenza nucleare trovandosi nel raggio di 20 km di sicurezza, la cosiddetta 'no-entry zonè.


L'emergenza alla fine è rientrata quando la Nisa (l'Agenzia per la sicurezza nucleare) e la Tepco, il gestore di Fukushima, hanno riferito che «non sono state segnalate anomalie» presso la centrale, mentre la Nhk ha spiegato che non sono stati più in generale riportati danni a persone o cose. Oggi, intanto, il governo giapponese ha autorizzato gli evacuati di alcune zone di Tamura e Kawauchi, dove i livelli di radiazione sono relativamente bassi, a rientrare liberamente senza misure di protezione contro il rischio contaminazione,
anche se permane il divieto di pernottamento. È stata la prima revisione di Tokyo delle aree di evacuazione della 'no-entry zonè, il raggio di 20 km dalla centrale di Fukushima.

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