L'ultimo saluto a Giovanni Rizzuto

I funerali del caporedattore centrale del Giornale di Sicilia nella chiesa di Sant'Agostino a Palermo. Il parroco: "Oggi abbiamo un protettore in più in cielo, un fratello, un amico, un collega". I colleghi: è immortale

PALERMO. "Oggi abbiamo un protettore in più in cielo, un fratello, un amico, un collega". Con queste parole don Vincenzo Noto ha ricordato durante l'omelia Giovanni Rizzuto, il caporedattore centrale del Giornale di Sicilia, morto giovedì mattina. La chiesa di Sant'Agostino (detta Santa Rita) era piena di compagni di lavoro, di amici, per l'ultimo saluto ad uno dei simboli del giornalismo siciliano degli ultimi trent'anni.
"Tutti - ha aggiunto il parroco - conserviamo bei ricordi di Giovanni. Abbiamo vissuto con lui anni di vita professionale e non dimenticheremo il suo stile, la sua comprensione delle difficoltà degli altri. A Dio dobbiamo dire: concedi a lui il riposo eterno e a noi la forza di continuare a vivere nella fede. Lui, per il bene che ha fatto, sarà premiato, noi invece abbiamo ancora bisogno del suo sostegno".
Momenti di commozione al termine della cerimonia funebre quando uno dei suoi più cari amici e colleghi, Francesco Badalamenti, segretario di redazione del Giornale di Sicilia, ha voluto ricordarlo ai microfoni della chiesa iniziando il suo discorso con due parole: "Giovanni immortale". "Ci lascia tanto - ha aggiunto Badalamenti -, anche la sua umiltà. In tanti anni a tutti è capitato di avere delle discussioni con lui, ma ogni volta il primo a voler fare pace era lui. Ricordo gli alterchi pomeridiani, ma anche i sorrisi e la voglia di scherzare a fine giornata nella sua stanza". E poi Badalamenti non poteva non ricordare il classico modo di congedarsi di Rizzuto, lo stesso col quale ha voluto ricordarlo per l'ultima volta: "Un saluto!".

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