Uccise la moglie rumena, inasprita la pena in appello

AGRIGENTO. Sedici anni e sei mesi di reclusione sono stati inflitti dai giudici della Corte d'assise d'appello di Palermo a Calogero Onolfo, l'uxoricida di 73 anni di Canicattì, reo confesso dell'omicidio della ex moglie Costanta Paduraru, 54 anni, di origine romena, avvenuto nel gennaio 2010. I giudici (presidente Giampiero Trizzino, a latere Sergio La Commare) hanno inasprito di due mesi la condanna di primo grado in quanto hanno riconosciuto pure l'aggravante dello stalking. Calogero Onolfo in primo grado era stato condannato a 16 anni e 4 mesi dal Gup Stefano Zammuto.  Il procuratore generale, Franco Messina, al termine della sua requisitoria aveva chiesto la condanna a 30 anni di reclusione. L'omicidio avvenne nel gennaio 2010 nel centro di Canicattì, a pochi passi dalla chiesa di san Domenico. Con alcune coltellate Onolfo ferì mortalmente l'ex moglie che ebbe modo di rivelare l'identità dell'aggressore prima di spirare sull'autoambulanza. Alla base dell'omicidio la ferma intenzione della donna di non riappacificarsi e di chiedere una quota dei beni di Onolfo in seguito alla pratica di divorzio.

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