La Confocommercio ai partiti: un nostro assessore in giunta

La proposta del presidente Helg durante un incontro con i candidati. È pronto a indicare un nome per le attività produttive. Montalto e Di Dio tra le ipotesi

PALERMO. La Confcommercio prenota un posto nella futura giunta comunale. Ed è pronta a suggerire il nome dell’assessore alle Attività produttive, la delega che può mettere in moto l’economia della città. E tra i candidati a sindaco c’è chi accoglie la richiesta. La proposta, inedita per la politica palermitana, l’ha fatta ieri mattina il presidente della Confcommercio Roberto Helg durante un incontro con i candidati. C’erano cinque dei dieci in lizza per Palazzo delle Aquile: Alessandro Aricò, Marianna Caronia, Massimo Costa, Fabrizio Ferrandelli e Tommaso Dragotto. La proposta, senza giri di parole, Helg la pronuncia alla fine del suo intervento: «Siamo pronti a dare al sindaco che sarà eletto, il prossimo assessore alle Attività produttive. Sarà una nostra punta di diamante che saprà guidare un assessorato determinante per lo sviluppo e per le imprese. Vogliamo dare una mano da tecnici». Niente nomi, Helg è abbottonatissimo anche se qualche indiscrezione indica in Patrizia Di Dio, o in Rosanna Montalto, entrambe vice presidenti della Confcommercio la persona che si vorrebbe alla guida dell’assessorato alle Attività Produttive. «Il nome ve lo farò in un paio di giorni», taglia corto Helg.
I cinque candidati a sindaco sono lì e quindi non possono ignorare la richiesta. Sicché Costa, Ferrandelli e Dragotto l’accolgono a braccia aperte e la fanno propria, Aricò è l’unico a dire di no («Non compro nulla a scatola chiusa, prima fuori il nome e poi si vedrà», dice in buona sostanza il candidato di Fli e Mpa), mentre la Caronia sceglie una terza via: «Un nome suggerito da Confcommercio? Perché no, ma vedrei questa persona più come consulente». Una scelta obbligata quella della candidata a sindaco del Pid perché proprio pochi giorni fa aveva annunciato che, in caso di elezione, la sua squadra sarebbe stata formata da eletti al consiglio comunale e non da tecnici, concetto ribadito anche ieri e un po’ criticato da Helg.
La sortita di Confcommercio Helg la fa alla fine di una lunga analisi sui mali di Palermo e sulle possibili vie d’uscita. Quasi un programma politico per la città. La disoccupazione giovanile al 31 per cento, il Comune a un passo dal dissesto, la gravissima situazione delle partecipate («Privatizzazioni subito»), il fallimento delle imprese commerciali («Dal 2008 ad oggi i fratelli Gulì, Russo, Hugony, Battaglia, De Magistris-Bellotti, l’hotel Ponte»). E poi l’assenza di un turismo congressuale che fa infervorare il presidente di Confcommercio: «A Vienna 8 milioni di presenze e qui? Nulla. C’è la fiera che potrebbe diventare il luogo ideale e invece il penoso rimpallo tra Comune e Regione impedisce di costruire un centro congressi degno di questo nome». E l’elenco continua con i Prusst («Rivediamoli perché vogliamo dire basta a nuovi alberghi e a nuovi centri commerciali»), con gli ipermercati («Palermo ne ha tre, adesso basta»), con i tempi lentissimi delle infrastrutture («Quando vedremo la metropolitana leggera?»), con l’inquinamento ambientale («Perchè non si prendono provvedimenti per le navi da crociera che mantengono i motori accesi tutto il giorno?»), con l’illegalità diffusa, dal pizzo all’usura, «le attività illecite che hanno il maggiore impatto negativo sull’economia», fino all’abusivismo commerciale, «un reato che condiziona le imprese, le priva di risorse, ne impedisce lo sviluppo e crea concorrenza sleale, evasione fiscale e contributiva». E i candidati cosa dicono? Costa: «Saremo al fianco di Confcommercio per riscrivere le regole di questa città». Ferrandelli: «D’accordo su tutto, è finita la fase delle appartenenze, serve quella delle competenze». Caronia: «Il vero nodo è quello finanziario. Migliorare il dialogo con i governi regionale e nazionale per attingere alle risorse». Dragotto: «Siamo tutti d’accordo nel salvare Palermo. Ma come? Io punto ai programmi». Aricò: «Ripartire dall’edilizia e dal decoro urbano».

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