Palermo, Elauto verso la chiusura

Una delle concessionarie più famose della città sta per chiudere i battenti. I sindacati stanno bussando alla porta della Bmw per conoscerne le intenzioni. A rischio 51 dipendenti

PALERMO. La concessionaria Bmw Elauto sta per chiudere i battenti e i sindacati bussano alla porta della grande casa automobilistica per conoscerne le intenzioni nella Sicilia occidentale. Ma all'orizzonte spunta il nome dell'imprenditore Vincenzo Rappa, già titolare della concessionaria catanese, interessato all'investimento, ma che non ha ancora neppure inviato una lettera di intenti a Bmw Italia.



Continuano ad addensarsi nubi minacciose sul mercato dell'auto a Palermo e le ultime vittime sono i 51 dipendenti di Elauto, 25 nel settore metalmeccanici e 26 nel terziario, per i quali l'azienda e i sindacati stanno cercando di mettere in piedi tutti gli ammortizzatori sociali previsti. Pochi giorni fa, infatti, l'amministratore unico della società, Nunzio Ferrarella, ha comunicato a Fim, Uilm, Filcams, Fisascat, Uiltucs e Cildi, la procedura di licenziamento collettivo, per messa in liquidazione volontaria della Elauto srl, «visto il perdurare della grave crisi attraversata che ha determinato notevoli perdite nel corso degli ultimi anni». Una smobilitazione che ha gettato nello sconforto le famiglie dei dipendenti, ma ha messo in difficoltà anche i clienti, rimasti privi di assistenza. «Giovedì avremo un incontro all'Ufficio provinciale del lavoro - spiega Mimma Calabrò della Fisascat Cisl -, ma stiamo chiedendo a Bmw Italia che chiarisca cosa intende fare del marchio nella Sicilia occidentale, affinché non desertifichi il panorama commerciale della zona e soprattutto mantenga i livelli occupazionali e professionali. Non dimentichiamo che qui lavora personale altamente qualificato e formato per queste officine».



Da giorni voci insistenti parlano di un passaggio di testimone a Vincenzo Rappa, l'imprenditore palermitano già proprietario della concessionaria Bmw a Catania, interessato alla splendida struttura aperta meno di due anni fa a Isola delle Femmine. E il diretto interessato non conferma, ma nemmeno smentisce. «È tutto subordinato ai progetti della casa internazionale. Se avrò i requisiti per potere investire in una concessionaria anche a Palermo, ne parleremo. Dipende anche da ciò che chiederà Bmw Italia. Attualmente non c'è nulla di concreto, nemmeno una lettera d'intenti».
Ma è lecito supporre che Bmw non vorrà lasciare sguarnita una piazza come Palermo.

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